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Lorenzo Amurri
Domani
Ho nelle mani il tuo odore e nei versi il mio dolore esplode, come il principio dell'esistenza.
Vivo di ricordi, con il passato, prossimo alla fine invaso da un anonimo presente.
Le mie lacrime ti cercano, scivolando alla deriva in amene città senza tempo vittime del loro stesso declino.
Mentre guardo la tua mano rovesciata sfiorare il rigoglioso sesso, note di pietra risuonano nel vento
Precipitando nel vuoto, come irrealizabili sogni di purezza, come lucciole in cerca del buio.
Domani mi sfiorerai il viso, domani ti leggerò un poema, domani, forse domani.
Il treno
Non riesco a respirare, porto addosso le cicatrici delle nostre macerie del nostro amore sciupato, sbiadito tra le nubi del tuo arrivo e i soffi di sole del tuo esilio
Oggi te ne vai da me sei già lontana da tempo Cavalchi un raggio di rubino, di solitudine oggi più buia, oggi devastante disperata ricerca di un simbolo, di una frase
Fumo Malana in tuo onore maledico gli Dei e gli sguardi di compassione maledico la neve e il freddo che sento Le ansie mi disciolgo in esse mischiate ai tuoi sguardi e alla saliva
Immagino il treno nella cui scia si perde il desiderio di scordare e il tuo finestrino, dove scorrono veloci frammenti di momenti felici in bianco e nero incompleti sfocati spezzati disabili
Le nubi le mie lacrime piangono, il mio cuore sanguina brina questa città invisibile si dispera con me e ti accompagna, perchè io voglio amarti non piangerti su una pista da ballo. Quest'amor coraggio grida e merita, nessun limite nessun confine
Vita spezzata
Come un antico treno deragliato ai confini di una città fantasma, così mi sento, dimenticato tra i vivi esiliato tra i morti
Macchina difettosa, spenta color solitudine e nebbia, dimora degl'incubi dove non circola sangue e le ferite non guariscono
Imprigionato da quattro mura, da un involucro di pelle inerme, insensibile, pesante come un senso di colpa. Voglio uscire, voglio uscirne
Ma stanotte solo note stonate risuonano in musiche aspre senza tempo ne spazio, risuonano e schiaffeggiano l'anima di una vita spezzata
Lorenzo Amurri è musicista vive a Roma
"Ho nelle mani il tuo odore" noooo, assurdo dalle prime parole. Non approfondisco i contenuti perchè la forma mi pare dissonante e scarsamente ricercata. Amen - Rodolfo Vettorello
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