Premio Turoldo 2007

            Lorenzo Amurri

                    

 

 

Domani

 

 Ho nelle mani il tuo odore

e nei versi il mio dolore esplode,

come il principio dell'esistenza.

 

Vivo di ricordi,

con il passato, prossimo alla fine

invaso da un anonimo presente.

 

Le mie lacrime ti cercano,

scivolando alla deriva in amene città senza tempo

vittime del loro stesso declino.

 

Mentre guardo la tua mano rovesciata

sfiorare il rigoglioso sesso,

note di pietra risuonano nel vento

 

Precipitando nel vuoto,

come irrealizabili sogni di purezza,

come lucciole in cerca del buio.

 

Domani mi sfiorerai il viso,

domani ti leggerò un poema,

domani, forse domani.

 

 

Il treno

  

Non riesco a respirare,

porto addosso le cicatrici delle nostre macerie

del nostro amore sciupato, sbiadito

tra le nubi del tuo arrivo

e i soffi di sole del tuo esilio

 

Oggi te ne vai

da me sei già lontana da tempo

Cavalchi un raggio di rubino, di solitudine

oggi più buia, oggi devastante

disperata ricerca di un simbolo, di una frase

 

Fumo Malana in tuo onore

maledico gli Dei e gli sguardi di compassione

maledico la neve e il freddo che sento

Le ansie mi disciolgo in esse

mischiate ai tuoi sguardi e alla saliva

 

Immagino il treno

nella cui scia si perde il desiderio di scordare

e il tuo finestrino, dove scorrono veloci

frammenti di momenti felici in bianco e nero

incompleti sfocati spezzati disabili

 

Le nubi le mie lacrime piangono, il mio cuore sanguina brina

questa città invisibile si dispera con me e ti accompagna,

perchè io voglio amarti

non piangerti su una pista da ballo.

Quest'amor coraggio grida e merita, nessun limite    

nessun confine

 

 

Vita spezzata

  

Come un antico treno deragliato

ai confini di una città fantasma,

così mi sento,

dimenticato tra i vivi

esiliato tra i morti

 

Macchina difettosa, spenta

color solitudine e nebbia,

dimora degl'incubi

dove non circola sangue

e le ferite non guariscono

 

Imprigionato da quattro mura,

da un involucro di pelle

inerme, insensibile,

pesante come un senso di colpa.

Voglio uscire, voglio uscirne

 

Ma stanotte solo note stonate

risuonano in musiche aspre

senza tempo ne spazio,

risuonano e schiaffeggiano

l'anima di una vita spezzata

   

Lorenzo Amurri è musicista  vive a Roma

 

 

"Ho nelle mani il tuo odore" noooo, assurdo dalle prime parole. Non approfondisco i contenuti perchè la forma mi pare dissonante e scarsamente ricercata. Amen - Rodolfo Vettorello