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Celestino Casalini
Nemesi
…Da milioni d’anni salgono le Madri le scale che dovrebbero portarci al cielo
E ci depositano nel punto esatto dove la distanza coincide con il tempo ch’è rimasto Così
Malati di tempo e di spazio siamo noi stessi e il pieno/vuoto dello specchio:
L’essere e non essere che nell’immortalità cerca la giusta nemesi
Alla morte che ci portiamo dietro
Trilogia dell’avvenire
I Dondola anche lei tra due incerte posizioni: il peso varia in virtù della ragione Non dorme -si prepara esaurita ogni forma di propulsione ad affrontare il tempo a dismisura
II Racchiudo dentro di me anche il tuo vuoto Ora che la vita è lenta il ricordo è superficie… O forse è l’anima che dal male si allontana: se c’è salvezza saprà dove andarla a cercare
III Dicono che col tempo è una parte di tutti noi che sopravvive: quella che prova in un Tempo Eterno a dimenticare quello che sei
Continuando ad amare
Il volo
Finisce
Cercando l’ultima via di fuga il nostro volo Tra genti che per diletto d’altri mostrano a te abiti disadorni e specchi rotti
Si muore o si vive senza poter scegliere…
Ad unghiate abbiamo sottratto ghiaccio alle finestre adorne di gelo Dentro solo lo spauracchio della fame e nuovi nati costretti a viaggi corti
Il nostro volo finisce quando finalmente tra loro scorgiamo il nostro volto
Celestino Casalini abita a Piacenza
Commenti Poesie esistenziali, nel senso letterale del termine: poesie sull'esistenza, sull'esistere, sullo stare al mondo. Sembra che Celestino Casalini ci parli da un mondo distante, scientifico: pochi versi per inquadrare con occhio clinico, mettere il punto e chiudere il fascicolo; con in filigrana la robustezza del senso e dell'esserci stati comunque, in questo mondo. - Luca Mingioni |