Premio Turoldo 2007

            Celestino Casalini

                    

 

Nemesi

 

                 …Da milioni d’anni

salgono le Madri

le scale che dovrebbero

portarci al cielo

 

E ci depositano nel punto esatto

dove la distanza coincide

con il tempo ch’è rimasto  Così

 

Malati di tempo e di spazio

siamo noi stessi

e il pieno/vuoto dello specchio:

 

L’essere e non essere

che nell’immortalità cerca

la giusta nemesi

 

Alla morte che ci portiamo dietro

 

 

 

Trilogia dell’avvenire

 

I

Dondola anche lei

tra due incerte posizioni:

il peso varia

in virtù della ragione

Non dorme -si prepara

esaurita ogni forma di propulsione

ad affrontare il tempo a dismisura

 

II

Racchiudo dentro di me

anche il tuo vuoto   Ora

che la vita è lenta

il ricordo è superficie…

O forse è l’anima

che dal male si allontana:

se c’è salvezza

saprà dove andarla a cercare

 

III

Dicono che col tempo

è una parte di tutti noi che sopravvive:

quella che prova

in un Tempo Eterno

a dimenticare quello che sei

 

Continuando ad amare

 

 

 

 Il volo

 

                                        Finisce

 

Cercando l’ultima via di fuga

il nostro volo  

Tra genti

che per diletto d’altri

mostrano a te

abiti disadorni e specchi rotti

 

Si muore o si vive

senza poter scegliere…

 

Ad unghiate

abbiamo sottratto ghiaccio

alle finestre adorne di gelo

Dentro

solo lo spauracchio della fame

e nuovi nati costretti a viaggi corti

 

Il nostro volo finisce

quando finalmente tra loro

scorgiamo il nostro volto

Celestino Casalini abita a Piacenza

 

Commenti

Poesie esistenziali, nel senso letterale del termine: poesie sull'esistenza, sull'esistere, sullo stare al mondo. Sembra che Celestino Casalini ci parli da un mondo distante, scientifico: pochi versi per inquadrare con occhio clinico, mettere il punto e chiudere il fascicolo; con in filigrana la robustezza del senso e dell'esserci stati comunque, in questo mondo.  - Luca Mingioni