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Bambini vestiti di bianco cinesi sui giochi sull’imbrunire appesi pendenti ridendo, come tre quattro fazzoletti asciutti a prendere vento e odore di sera
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In cima indecisa tra immobilità e fermezza si vede la luce di forse-paese Saperti lì sotto e stare a guardare Dev’essere bello come baciarti di notte nella neve
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Oggi il Monte Morello ha ottenuto che tutta Firenze e le case e persone ai suoi piedi sparissero sotto una nube La nebbia si ammassa e rigonfia a coprire e trattiene il colore e il rumore Qualcuno scampato cammina su strade in salita, le case dei poggi più bassi emergono sparse tra i pini come ciò che rimane quando si ritira l’ondata di marea Nel chiedere il monte ha scordato che avrebbe perduto i compagni Le cime spariscono in blu, nessuno lo vede rossiccio sporgersi sopra il candore
Cederà. La nuvola condenserà bagnando di grigio la strada, il Monte Morello sconfitto piegherà i suoi cipressi su un lato (ma intanto gli uomini tornati all’azzurro del sole sapranno dell’ultima grazia) (e intanto anche io dopo il bagno lascio foglie secche in fondo alla vasca)
Sara Fontani è guida escursoinistica ambientale e vive a Prato (FI)
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