Premio Turoldo 2007

            Elisa Gallinaro

                    

 

 

COSTRUISCI

 

Non alzar  troppo la voce

a coprire quelle degli altri

poiché quando l’avrai fatto

quelle voci ti mancheranno.

Nutri sempre la tua speranza

di qualcosa o di qualcuno

e non dimenticar  te stesso,

prezioso e speciale come sei.

Ti sia concesso di sognare

in ogni momento, l’attimo e’ giusto

cresci e migliorati, senza stancarti

tutto servira’ al corso degli eventi.

Dagli adulti hai da imparare

dai bambini ancor di più

specchiati in loro, sappi ascoltare

riveleranno quanto esprime

 il tuo essere qui.

Costruire il nuovo mondo

significa portare un solo mattone

Capire cio’ che e’ il bene per tutti

dara’ a quel mattone

l’incastro perfetto.

 

 

 

LA DONNA E IL MARE

 

C’era una piccola donna

di fronte ad un grande mare

dubbi come catene

le toglievano il respiro.

Un vento affilato e suoni di fondo

proprio quelli, portavano speranza.

Si concesse una pausa.

Ancora, una donna stanca

accanto ad un mare amico

attenta, coglieva il miagolio

del poco sangue nelle sue vene.

Invasa da acidi rancori

e la nebbia, in quei momenti, divorava i viali.

La stessa donna era piena d’amore,

ed il mare le era testimone

nei grandi occhi, sopravvive lo stupore

di un momento che dura mille giorni.

Ed il mare si fece, per un attimo, piccolo

e svelava le risposte oltre l’orizzonte.

Nessuno osa viversi così sincero.

Piangeva la donna, scegliendo i suoi perché

e con lei, quel giorno, piangeva il mare.

 

 

 

PORTE

  

Freddo a lame

serata strana, non più di altre

un calice colmo

di luce rubata

all’ultimo calante sole.

Era una minaccia forte

rimescolare le carte

Ad un tratto,

diventa desiderio.

Bizzarra l’esistenza

le sue porte come soldati

mille i tuoi pensieri

cento le paure

dieci, forse, le idee

ed in più, tutte le stelle.

“Inganna te stesso” hai pensato

E così, trovi una chiave.

Forse ne son caduti altri,

ma questo cielo ancora no

le tinte t’abbracciano tiepide

indossano i volti dei tuoi affetti

i battiti tribali nello stomaco

l’infanzia piena di spigoli

il fascino di un carattere

con il gusto del buon vino

Un suono, dentro, dal fondo

autentico davvero

come la foglia che vedi cadere

e non l’aveva fatto mai.

E ti viene da sgranare gli occhi.

Elisa Gallinaro è inpiegata e abita a San Donà di Piave (VE)