Premio Turoldo 2007

            Cesare Lorefice

                    

 

SE VEDI UN MUCCHIO DI CARTONI

 

*Stasera io

                Sono un cantastorie di strada

La mia voce è semplice senza artifici

E tu

           Non puoi udire la mia canzone…

  

La sciarpa la borsa a tracolla

e in mano una poesia di Hikmet *

ma può una poesia resuscitare

l’attimo la magia l’intesa

che rendono perfetto irripetibile

un momento come sinfonia

di un canto ?

Son io  il poeta mendìco

della strada che canta un brusìo

avvinto ad  un mucchio di cartoni…

Quando la notte arrotando

bagliori di scintille

scivola dai vetri del cielo

il tempo passo ad aspettare

uno sguardo che non arriva mai

poi mi stendo tra i cartoni        

e riprendo  ad aspettare.

Ti prego non inciamparmi

addosso e non pestare

il mio brusìo tra i cartoni

da me non avrai bestemmie

ma  un canto !

Se vedi un mucchio di cartoni

pensa al mendìco che vi è sotto

 

 

 

IL TRENO DEI RICORDI

  

Viaggiatore del tempo

ecco cosa sono

è mio amico il tempo

e non tradisce mai

con esso posso tornare

come allora

ma senza più la smania

dei come e dei perché.

Sol il desiderio di te

è diventato grande

e non mi lascia ancora

come un treno che corre

dritto alla stazione

dove serve e non deraglia.

Certo non è per tutti il tempo

devi fermarti e dargli ascolto

ed arretrare quanto basta

o andare piano avanti

per scoprire alla fine della corsa

di non sapere chi è quell’uomo

che aspetta all’ombra

della pensilina dei ricordi.

  

 

 

 IL SUSSURRO DELL'AMORE NASCENTE

 

Stessa inquietudine

a fustigarci il petto

incapaci d’amare

ci struggiamo in rimpianti

accuse e lamenti

tagliano più delle lame

rimorsi agili svettanti

ritornano con vento

di fuoco nella tempesta

i tempi del cuore lenti

e dilatati come sogni

tardano a sbocciare

però ci fanno volare

e volando scorderemo

i giorni tristi

della speranza derisa

della rabbia delusa

dell’amore rifiutato

della ragione insultata

della solitudine non cercata

e  sentiremo speciale

per quel piccol bacio

dato vicendevolmente

l’emozione della gioia

di sognare il sussurro

dell’amore nascente

  

Cesare Lorefice, siciliano, vive ad Adria

 

Commenti

 

Dunque la tua disavventura con.....i cartoni!!!  Ma tu, anima di poeta, l'hai trasformata in canto!  Hai preso la penna e con mano leggera, come tu sai ben fare, hai legato immagini e suoni per creare una perfetta armonia.

Mi è sembrata molto suggestiva ...specialmente per la metafora che  esprime!!! I poeti sono emarginati dalla società... come dei barboni si nascondono agli occhi di chi non li sa riconoscere.... ma il loro canto ...la loro voce arriverà di nuovo alta ...essi grideranno  verso il cielo al mondo c'è ancora tanto bisogno delle poesia ...specialmente adesso ...che
tutti i valori sembrano perduti I poeti non hanno fretta...aspettano e cantano..perchè c'è sempre  qualcuno che li ascolta..e che scrive come hai fatto tu! - Anna Maria Volpini