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SE VEDI UN MUCCHIO DI CARTONI
*Stasera io Sono un cantastorie di strada La mia voce è semplice senza artifici E tu Non puoi udire la mia canzone…
La sciarpa la borsa a tracolla e in mano una poesia di Hikmet * ma può una poesia resuscitare l’attimo la magia l’intesa che rendono perfetto irripetibile un momento come sinfonia di un canto ? Son io il poeta mendìco della strada che canta un brusìo avvinto ad un mucchio di cartoni… Quando la notte arrotando bagliori di scintille scivola dai vetri del cielo il tempo passo ad aspettare uno sguardo che non arriva mai poi mi stendo tra i cartoni e riprendo ad aspettare. Ti prego non inciamparmi addosso e non pestare il mio brusìo tra i cartoni da me non avrai bestemmie ma un canto ! Se vedi un mucchio di cartoni pensa al mendìco che vi è sotto
IL TRENO DEI RICORDI
Viaggiatore del tempo ecco cosa sono è mio amico il tempo e non tradisce mai con esso posso tornare come allora ma senza più la smania dei come e dei perché. Sol il desiderio di te è diventato grande e non mi lascia ancora come un treno che corre dritto alla stazione dove serve e non deraglia. Certo non è per tutti il tempo devi fermarti e dargli ascolto ed arretrare quanto basta o andare piano avanti per scoprire alla fine della corsa di non sapere chi è quell’uomo che aspetta all’ombra della pensilina dei ricordi.
IL SUSSURRO DELL'AMORE NASCENTE
Stessa inquietudine a fustigarci il petto incapaci d’amare ci struggiamo in rimpianti accuse e lamenti tagliano più delle lame rimorsi agili svettanti ritornano con vento di fuoco nella tempesta i tempi del cuore lenti e dilatati come sogni tardano a sbocciare però ci fanno volare e volando scorderemo i giorni tristi della speranza derisa della rabbia delusa dell’amore rifiutato della ragione insultata della solitudine non cercata e sentiremo speciale per quel piccol bacio dato vicendevolmente l’emozione della gioia di sognare il sussurro dell’amore nascente
Cesare Lorefice, siciliano, vive ad Adria
Dunque la tua disavventura con.....i cartoni!!! Ma tu, anima di poeta, l'hai trasformata in canto! Hai preso la penna e con mano leggera, come tu sai ben fare, hai legato immagini e suoni per creare una perfetta armonia.
Mi è sembrata molto suggestiva
...specialmente per la metafora che esprime!!! I poeti sono
emarginati dalla società... come dei barboni si nascondono agli occhi di
chi non li sa riconoscere.... ma il loro canto ...la loro voce arriverà di
nuovo alta ...essi grideranno verso il cielo al mondo c'è ancora
tanto bisogno delle poesia ...specialmente adesso ...che
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