Premio Turoldo 2007

            Andrea Masotti

                    

 

 

 

Chiedi perché

 

Chiedi – perché generare ? –

‘cause all is burning

lo chiede l’occhio spalancato

lo chiedono labbra sgonfie

danzano le messi che crescono nei campi ?

o le ciliegie che maturano sugli alberi ?

hai visto come ferisce il loro lampo amaranto ?

do you feel this wound ?

 

  

 

 Paradiso terrestre

  

Oggi camminando dentro al bosco

ho scoperto due cadaveri nei sacchi

non ero io di persona, ma che importa ?

nei campi, tra le messi, ho inciampato

su lastre d’amianto, le ho spostate

con le mani più in là nella terra di un altro

ho visto chiome affiorare dalla sabbia

dei lidi estivi, mani penzolare dai muri

di una villa, corpi neri rotolare

tra la schiuma delle onde a Mazara del Vallo

conficcate nel ventre sono scatole di tonno

cocci di bottiglia nelle piante dei piedi

matrioske di feti tra le coste

borse di plastica del PAM pendono

dai tigli del giardino

 

E una voce mi dice –Scuoti

l’albero dell’ignavia

porta alla bocca il torsolo caduto

e premilo forte, ne uscirà fiele soltanto

sei un Intoccabile

amico dei gabbiani della discarica

bacia il volto della fanciulla decomposta

stesa nel nero sacco

ti donerà l’amore più che una compressa

I tuoi piedi finalmente liberi

sanguineranno sulle pagine dei libri

Infine anche a te, privilegiato

mostrerò la sorte degli uomini -

 

 

 

La memoria

  

Non so che anno è

sotto casa passeggiano cani

cani sotto casa

una donna dorme sui cartoni

presa al guinzaglio

 

dorme una donna

a volte abbaio

la luce penzola da una grondaia

le tue mani sono lisce

scivolano nelle tasche

 

si aggrappano a me

poi scivolano nelle tasche

no so di quale materia sono composto

se sono ossidato

qual è lo spin dei tuoi elettroni

 

sul muro ho dipinto demoni alati

inghiotto cocktails di ricordi.

   

Andrea Masotti è medico e vive a Bologna

 

Commenti

 

Poesie ruvide, queste di Andrea Masotti, e tagliate col rasoio. In questi tempi di compresenza così dissonante di progresso tecnico e well-being irrealizzato, si inseriscono i suoi versi, tra identità disgregate e sporcizie interiori, portando a galla ciò che ci stiamo abituando sempre più ad ignorare.  Luca Mingioni