Premio Turoldo 2007

            Silvano Micheloni

                    

 

 

 

A piedi ansiosi

l'anima attraverso

la mia

con i due

che gran voglia an di corsa

la mente poi

mi sovviene menar risorsa

freno il mio passo

ma dubbioso scruto

la via.

  

Incrocia l'orizzonte

ringhiante a largo raggio

e la linea, come falce

qual di verticale mezzeria

un rabbioso e selvaggio impulso

a ritmico confronto d'euforia

da che, il passaggio

a sinuoso percorso

s'abbisogna d'assoluto coraggio.

  

nebbie di pietra dispari

ed io, obliquo

a fatica non vedo

luci e ombre di piombo

a guizzi a volte

e tal'altre a caso,

a passo interrotto

respiro il coraggio

forte dal naso

reincammino la via

di pace non pago

e disarmo, procedo.

 

 

Veleggio a passione

ora, antico veliero

in mare tiranno

acqua e rocce

spettri infurianti

e disperate catene

poi sole, di smeraldo

lagune, angeli e sirene

nudo io

d'improvviso spezzo la fine

e lacero ed attonito

abbaio all'inganno.

                                                                              

          - viaggio nell'anima -

 

  

 

Cuore

o cuor mio

ostaggio sedotto

di quest’unico Dio

placati!

furioso vagar

d’immutato istinto

varcati!

uscio perduto

al vorace labirinto.

  

Fuggi!

lontano

da celate speranze vane

assordante antro

d’irato latrar di cane

da false reliquie

muti singulti attiri

e luci accecate

da ringhiosi affannati sospiri.

  

Distruggi!

gli insalubri ricordi

e l’eroico fregio

e di sanguinose orde predatorie

l’astuto sacrilegio

fra oltraggiose tenebre

nel dubbio

rinnega imperioso

le torbide acque ingiuriose

di bronzo corroso.

  

Cuore

o cuor mio

straripi di genuflesso immortal oblio

tu violato, trafitto, forgiato,

or risorgiti ed ama

non odi l’amor?

la vita ti chiama.

 

          - filopsicoterapie –

 

 

  

Vento scontroso

dal cielo che gridi rabbioso

dal nord scagliato

sferzante, violento e vetrato

  

Ti guardo e ti sento

ti vedo, mio vento

sussurri e bisbigli

e nell' esser poesia

più lesto e sinuoso

ne scivoli via

  

L'indirizzo è a sud

e anche di più,

dei quali colori

profumerai anche tu,

gli odori laggiù

sono tersi dal mare

e appartenere alla vita

è quasi rito tribale

           

L'alba che frizza

e respira la gioia

pigro è il tramonto

che graffia la noia

Vento del nord

oramai riscaldato

il tuo soffio brinoso

è quasi scordato

  

Ma in quelle notti

dove lì è gran festa

ripensi al tuo nord

d'argento e tempesta

Par fin d'udirti

vorticar nella via

simile ad un sibilo

che par nostalgia.

    

         - fantasie d'autunno -

Silvano Micheloni, pubblicitario, abita a Postalesio (SO)