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Annamaria Moruzzi
“Fidelizzazione dell’area test”: azione che mira a mantenere la continuità nella scelta-svolta in un’area di marketing circoscritta per valutare l’efficacia dell’azione stessa
come architettura esterna di una scrittura segreta l’identità siede sopra la testa- azzardando il gioco che non le appartiene tocca terra flessibile e resistente- certa e discutibile- deperibile e inalterabile scava e bonifica- esagera e mitiga -stringe e dilata- divide e addebita- misura e assume- appare e cela- frammenta e totalizza in arbitrari tirocini regolarmente obbligatori con ripetuti gesti metafisici l’intelligibile scarabeo scoperto l’irreperibile incorpora immagini di oggetti incompiuti e conserva l’essenza dell’impenetrabile suo malgrado- rimanda con qualche falso ruolo il proprio nucleo nell’ambiguità dell’equilibrio spaziale.
Uscita di sicurezza
Candido- sclerenchima di rare qualità col suo tavolino tutto albume di azioni improvvise sottosopra- tremolo in ogni direzione alatra l’obbligo di soggiorno di ogni razza al moto apparente del calendario incollato ai calli del tempo indeterminato e infermo nella risonanza dei secondi- torri di sostegno e uscita di sicurezza da finestre non ancora spalancate sul richiamo al di là dello steccato è già paesaggio e via- la curva viola del viale alberato tragitto di spaccati di luce sugli oggetti in ombra del riparo capovolto in panoramico ritorno di schidioni l’incubazione a quattro tempi anticipa i dati del volo deposto e l’attimo del particolare s’imprime al centro enterico di ieri e di oggi per ciò che non è si manifesta il tempo-vagone di vuoti trainati in marcia e lo spazio assume il tempo allegro di danza aerea automatico lo scambio di sala d’aspetto sferraglia la vettura di testa sul tracciato riservato.
E non oltre fratello lo specchio spento del corpo
Si può andare oltre l’avvolgente nero immerso nel buio della scarpa e non oltre macchia di vita con ciò che occorre per inghiottirci scalzi , aderenti nuovo calice che già conosce in altra memoria sazia di sfinge le parole non dette dell’infinito parlare, frutto ovario di molti semi all’incapsulato insetto della definitiva piaga certo, fratello ronzano ferite non più casuali all’anonimo altare del giorno sul ramo di lattice sparso nella mano d’esito corroso allunga oro l’intimo metallo centrato lo specchio spento del corpo.
Annamaria Moruzzi è pittrice di "falsi d'autore" e vive a Bologna
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