Premio Turoldo 2007

            Annamaria Moruzzi

                    

  

 

“Fidelizzazione dell’area test”: azione che mira a mantenere la continuità nella scelta-svolta in un’area di marketing circoscritta  per valutare l’efficacia dell’azione stessa

 

come architettura esterna di una scrittura segreta  l’identità

siede sopra la testa- azzardando il gioco che non le appartiene

tocca terra

flessibile e resistente- certa e discutibile- deperibile e inalterabile

scava e bonifica- esagera e mitiga -stringe e dilata- divide e addebita-

misura e assume- appare e cela- frammenta e totalizza

in arbitrari tirocini regolarmente obbligatori

con ripetuti gesti metafisici l’intelligibile scarabeo scoperto l’irreperibile

incorpora immagini di oggetti incompiuti e conserva l’essenza dell’impenetrabile

suo malgrado- rimanda con qualche falso ruolo il proprio nucleo

nell’ambiguità dell’equilibrio spaziale.

 

 

 

Uscita di sicurezza

 

   Candido- sclerenchima di rare qualità

 col suo tavolino tutto albume di azioni improvvise

   sottosopra- tremolo in ogni direzione alatra

 l’obbligo di soggiorno di ogni razza al  moto apparente del calendario

   incollato ai calli del tempo indeterminato e infermo nella risonanza

 dei secondi- torri di sostegno e uscita di sicurezza

   da finestre non ancora spalancate sul richiamo

 al di là dello steccato è già paesaggio e via- la curva viola del viale alberato

   tragitto di spaccati di luce sugli oggetti in ombra del riparo

 capovolto in panoramico ritorno di schidioni

   l’incubazione a quattro tempi  anticipa i dati del volo deposto

 e l’attimo del particolare s’imprime al centro enterico di ieri e di oggi

   per ciò che non è si manifesta il tempo-vagone di vuoti trainati in marcia

 e lo spazio assume il tempo allegro di danza aerea

   automatico lo scambio di sala d’aspetto sferraglia la vettura di testa

 sul tracciato riservato.

 

 

 

E non oltre fratello lo specchio spento del corpo

 

Si può andare oltre l’avvolgente nero immerso nel buio della scarpa

e non oltre

macchia di vita con ciò che occorre per inghiottirci scalzi , aderenti

nuovo calice che già conosce in altra memoria sazia di sfinge

le parole non dette dell’infinito parlare, frutto ovario di molti semi

all’incapsulato insetto della definitiva piaga certo, fratello

ronzano ferite non più casuali all’anonimo altare del giorno

sul ramo di lattice sparso nella mano d’esito corroso allunga oro l’intimo metallo

centrato lo specchio spento del corpo.

Annamaria Moruzzi è pittrice di "falsi d'autore" e vive a Bologna