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Gabriele Aral
LE MIE PAROLE
Le mie parole sono foglie d'autunno, cadute prima di cadere, d'intralcio a terra alla vostra vista e al vostro cammino, nei lunghi viali e nei cortili sicuri. Bruciatele pure! ...ma che fuoco, e che fiamme! Che denso fumo nel vostro cielo vuoto.
“A ME GLI OCCHI!”
Che truffatori i poeti! Non sono che illusionisti, prestigiatori di parole. Di certo li hai visti da un cappello nero trarre un candido coniglio, fare di un bastone, dei fiori colorati o, con un leggero tocco, mille fazzoletti. Pensi siano maestri di emozioni, infallibili giocolieri di sentimenti, perché di un mazzo di carte san sempre mostrare l'asso di cuori. Ma non è che un trucco. Facile per chi sa incantare, più facile dei serpenti è incantare i cuori perché il cuore ha bisogno di magia. Ma non ti adombrare mio lettore non sei tu che hai subito l'inganno, tu hai pur sempre sognato hai sofferto e seguito hai sorriso e applaudito, e chissà... se hai prestato attenzione hai perfino imparato. È più sottile l'inganno, più beffarda la vita per chi padrone del palcoscenico non sa affrontare la solitudine del camerino. Chi alla vita è sconfitto è chi inganna per vivere.
COME HO SCOPERTO IL MONDO
Ho navigato tra le onde di un mare senza nome e per tre giorni ho combattuto al fianco di un vecchio, reggendo un filo sottile come il confine tra vittoria e sconfitta.
Ho sognato città invisibili in una notte senza stelle, finché l'alba non ha sorpreso il mio cuore ed ho ammirato l'indaco delle mura di Jodhpur.
Ho volato nell'immensità del cielo con un cuore puro, che non accetta limiti, ali di gabbiano a sostenerlo alla ricerca di un volo perfetto.
Ho camminato nel silenzio di ombrosi boschi e ho giocato a una guerra che non conoscevo, ma tutto ciò che difendevo era un sentiero di nidi di ragno.
Ho abitato l'isola del signore delle mosche il volto dipinto dei colori della notte, e nel toccare l'oscurità del mio animo ho compreso l'innocenza di un tempo che non tornerà.
Ho viaggiato per mondi dimenticati e come un piccolo principe ho guardato senza aprire gli occhi: ho imparato ad amare una rosa.
Ho scoperto il mondo tra le pagine dei miei libri, e chiuso tra le mura di una prigione ho scoperto la mia libertà.
Gabriele Aral abita a Volterra |