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Daniele Barbieri
Spade
le parole sono spade che penetrano i monti a insidiare i baluardi mitici del cuore, tessono reti di paura, devastano la vita d’attorno, incendiano reazioni di démoni nascosti nel ventricolo oscuro
è così che la guerra delle voci del dolore dilaga, scende dai monti, percorre baldanzosa le pianure del giorno
Il grano
il grano è quasi giallo al nostro sguardo incalzato dal treno, sciolto da un bizzarro serpeggiare di onde, e lontano e ancora e piano respira al vento, e giace a tratti a grandi chiazze ferme e tristi, e poi scompare e poi riprende, e poi proclama con voce di radiosa apocalisse la tirannia imminente dell’estate, desiderata e odiosa, spazio dolce del disincanto, teatro aperto amaro di passioni che esplodono nel vuoto, senza frutto, sul mare torpido dell’indolenza
Frammenti
frammenti pizzichiamo del mondo, piccoli nomi delle cose sciolti qua e là
come quando t’impenna improvvisa l’olfatto l’anima dolce della catalpa d’agosto, che nelle sere ancora per poco l’aria alle spalle scoperte sorride, e le voci risuonano e le risa dalle case per noi
Daniele Barbieri è semiologo e vive a Pianoro (Bo) |