Premio Turoldo 2007

            Loriana Capecchi

                    

  

 

Narrate nostalgie

 

" Ho conosciuto un luogo solitario

                di crete rotte fra gli ulivi e il mare

dove la terra non teme mostrare

                delle colline i seni d'ocra al sole

e ombrose querce stendono confini

                su fieni arresi al vento dell'estate.

 

Inganno di nubi

le pecore bianche posate sul prato.

 

                Oltre fuga di poggi

                                                             il maestrale

la voce portava odorosa del mare

                                alle narici fresche di cavalli

che sciolte hanno criniere nella brezza

                nei cui occhi pensosi affonda il cielo. "

 

Questo mi disse il volto di mio padre

                nelle sere d'inverno al focolare

che la fiamma accendeva di bagliori.

 

Ed un sorriso ambiguo sulle labbra

                mi parlò di fatiche e di canzoni

                                bivacchi presso fumi di carbone

e stelle sui crinali

                                                una chitarra

                                            senza pretese

forse un po' stonata

                trinciato di tabacco nel taschino

                e un organetto più vicino al cuore

per dire malinconica bellezza

                di un amore non uso alle parole.

 

 

  

In ascolto di mio padre

( Buttero o gaucho = emigrante )

 

Spazi aperti raccontami e del mare

laggiù in Maremma

                                   l'oro delle crete

                                le strade bianche

                                    vuote di parole

su cui il cielo si appoggia

                e il silenzio è una voce.

 

Ricordami l'odore di ginestre

     sfuggito all'abbraccio geloso del vento.

 

                              E dimmi dei cavalli

                                      i segreti negli occhi

con dentro le orecchie la voce delle onde.

 

Luoghi m'invento dove sei passato

      le zolle che hai sfiorato con la mano

e sguardi indovino sull'oro del grano

                al riso dei papaveri...

                                                    Lontano.

 

Raccontami la vita

                            l'avventura.

"Don't cry..."Fu dura un tempo l'Argentina.

                    E dimmi delle pampas

di chitarre

        e a quante lune concedesti il cuore

le sere che discesero nel cerchio

di genti volte a un canto intorno al fuoco

                                   sotto stelle curiose

                      e lei

la luna

      per un attimo dimentica di andare.

 

 

 

Emigranti

 

Onde del mare parlano.

                                             lo ascolto.

Raccontano velieri e marinai

     di gente che emigrò negli anni trenta

coi sogni già in attesa di ritomo.

 

Li accompagnava l'albatro e il gabbiano

      II canto immaginario di sirene

                  le note commoventi di Caruso

" Te voglio bene assai... "

       fuggite da un grammofono

                                                    una radio.

 

Ed ogni pensilina alla stazione

           gli addii contò in valige di cartone

che il bisogno legava con lo spago.

 

Un fazzoletto bianco

                                        da lontano

             fu l'ultima visione da fissare.

 

Alla memoria

il fumo abbandonava

                          tre papaveri rossi

sui binari.

Loriana Capecchi abita a Quarrata (Pistoria)