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Anna Maria Cardillo
QUAL E’ L’ONDA, FIGLIO… Mare di Lampedusa, agosto 2006
Qual è l’onda, figlio, che ti sta cullando, che di carezze ti sta asciugando il viso, che ti piange perduto con lacrime di madre al posto mio… E se è vero che da goccia a goccia l’acqua racconta all’acqua fino al grande mare, qui, che il mare non c’è, io, del villaggio, vado alla fontana a gridare il tuo nome, perché quel nome, che piango dentro l’acqua, di goccia in goccia lontano ti raggiunga fin dentro il mare dove adesso dormi speranze senza aurora e sogni ormai di sale. Allora, nella fontana, immergo le mie mani ed il mio viso e il seno perché tu senta nell’onda il mio profumo, di questa nostra terra il vento e del mio cuore il battere e l’acqua torni indietro e da dove ora sei porti a me il tuo sorriso: l’ultimo di te che ho visto andare:
ma dimmi dov’è quell’onda, figlio, dimmi dove…
OTTOBRE
Cola l’ultimo miele dal grembo dell’estate che, esausta, partorisce primi giorni d’autunno prima che impallidisca il sole. Vanno dal parrucchiere le foglie sopra i rami: si fanno bionde e arricciano i picciòli per il gran ballo in aria che a terra, stanche, le vedrà cadere. Anticipa la sera col dì l’appuntamento; l’incontro si fa breve: arrossa appena di vergogna il cielo e nella notte spesso s’alza il vento, talvolta piove e si fa grigio il giorno. S’asciugano gli amori dell’estate, metton la giacca i cuori disillusi e, nelle mani, due castagne appena bastano a riscaldarsi accanto ai tizzi accesi.
Ottobre: ponte fra le stagioni del tempo e della vita: voglia di tenerezza ribolle insieme al mosto, voglia di compagnia, voglia di casa... dove fermarsi a vivere l’inverno tenendosi per mano dietro vetri appannati, fra lacrime di pioggia appese alle ringhiere dei balconi
io e te, aspettando…
IL SILENZIO
Vecchio è il silenzio ed ha capelli bianchi, cammina a stento e ti si appoggia al fianco, tace da sempre, riponendo in tasca della tua vita brividi e sospiri. Gli occhi un po’ spenti non vedono vicino, le mani ha ghiacce come chi ha vissuto inverni lunghi di giorni senza sole. Segue i tuoi passi e solamente attende, paziente e taciturno, che accanto tu lo chiami perché, come un amante clandestino, chiuso a chiave con te fuori dal mondo, possa al fine abbracciarti e riportarti, fra piume di memorie, i pensieri più dolci di quel vostro cammino. Canta allora il silenzio le nenie di quand’eri bambino e carezze ti rende di chi tanto t’ha amato, sgrana lento i ricordi ad uno ad uno e ai vuoti dà i bagliori delle stelle finchè lontano addita un faro illuminato… poi, lieve, con la mano, dolce copre i tuoi occhi perché tu, confuso e trasognato, l’oltre più in là non veda.
Anna Maria Cardillo lavora presso un Ente Pubblico e vive a Roma
la ricerca delle parole scorre fluida ,le metafore sono molto originali e le immagini che vengono alla mente sono immediate e nitide .La poesia OTTOBRE trovo che sia dolce e splendida perchè il tema è molto sfruttato ma l'autrice ha scritto qualcosa ancora di nuovo e di diverso! Ottobre è da stamparla e da incorniciare. arturo perna
le tre poesie della poetessa nell'insieme,
costituiscono il sensi dell'amore: 1°l'amore della madre che
nell'oceano dei sentimenti trova l'onda per il figlio: le carezze,
le lacrime, il grido .... ma dimmi dov'è quell'onda figlio, dimmi
dov'e......" 2° l'autunno celebrato con il dolce del miele, quasi a
sistituirsi al sole prima di imapllidire ...." 3° col silenzio,
vecchio quando lo è il mondo, per ricordare le nenie e le lontane
carezza di chi ha amato. Una triologia di poesie, scorrevoli quanto
piacevoli, ci raccontano questo senso dell'amore maturo, dell'amore
sincero ......... Giovanni Grasso
Tre poesie, probabilmente diverse tra loro ma
unite da un unico sentimento: l'amore. Un amore ricco nelle sue sfumature
e dipinto in tre diversi contesti. Il distacco, la riflessione, rendono
le strofe forti ed accattivanti. L'amore per un figlio, una madre
perfettamente cosciente di quanto la vita sia piena di dubbi ed
interrogativi nei confronti di quell'essere che ha iniziato a respirare
dal suo stesso grembo. L' amore per la natura, perchè proprio Ottobre, si
chiede il lettore mentre riflette. Ottobre è il mese del colore, della
malinconia, del tempo che passa, della trasformazione ed Anna vuole
fermarsi a cogliere i momenti più brillanti di questa metamorfosi quasi
magica. "Il Silenzio", personalmente annoverata tra le poesie più
significative che l'Autrice abbia mai scritto. "un amante clandestino
chiuso a chiave con te", nulla può meglio rappresentare la pesantezza e
l'oscurità del silenzio come questa metafora. Lui è lì che aspetta per
condividere i pensieri più bui e più tristi della vita. Non si scappa, è
la realtà, è ciò che vivi, ciò che hai vissuto. "il silenzio" rappresenta
una sorta di Giudizio Universale dal quale non si fugge ed arriva al
lettore la certezza che sarà lui, vecchio e con i capelli bianchi a
chiuderci gli occhi. "Sgrana lento i ricordi" ti senti in trappola, il
silenzio ti attende ovunque ci si possa trovare, ti avvolge in un
abbraccio gelido la cui morsa risulta fatale. - Marta Rizzi
Ho letto altre poesie di A. M. Cardillo, ma in
queste ultime tre l'autrice offre una chiara ed intuitiva visuale di
valori quali l'amore, la dolcezza e il romanticismo sia come madre che
come persona in sè. - Maurizio Iovenitti Soavi dolci
piccole pillole di vita, le poesie di Anna Maria Cardillo rendono vive le
emozioni, le sensazioni, le passioni che la vita ci offre regalandoci
importanti spunti di riflessione. La gioia, la tristezza, la malinconia e in
particolare in queste ultime tre poesie l’amore per un figlio, per la
natura e infine l’immensità e l’avvolgente profondità del silenzio. Tutto questo è solo una goccia nel mare di tutto
ciò che appaga i nostri sensi leggendo uno dei suoi splendidi omaggi alla
vita…..Vanina Conte I versi di Anna Maria Cardillo entrano nello
spazio della vita stessa, facendoci vibrare d'emozioni. Il tono è
delicato, seppure intriso nel dolore fino a toccare le corde dell'animo.
Nella poesia per il figlio, la poetessa lo riporta in grembo (allora,
nella fontana, immergo le mie mani ed il mio viso e il seno ), per poter
riempire un vuoto eloquente, che lascia soli, un vuoto circolare come le
braccia di una madre. Versi malinconici e struggenti, come l'Autunno, dove
tutto sembra spegnersi e "si fa grigio il giorno", vivendolo in attesa che
la vita riprenda i suoi colori, mano nella mano, insieme al compagno, per
attraversare quel "ponte fra le stagioni del tempo e della vita".
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