Premio Turoldo 2007

            Anna Maria Cardillo

                    

 

 

QUAL E’ L’ONDA, FIGLIO…

 Mare di Lampedusa, agosto 2006

 

Qual è l’onda, figlio,

che ti sta cullando,

che di carezze

ti sta asciugando il viso,

che ti piange perduto

con lacrime di madre

al posto mio…

E se è vero

che da goccia a goccia

l’acqua racconta all’acqua

fino al grande mare,

qui, che il mare non c’è,

io, del villaggio,

vado alla fontana

a gridare il tuo nome,

perché quel nome,

che piango dentro l’acqua,

di goccia in goccia

lontano ti raggiunga

fin dentro il mare

dove adesso dormi

speranze senza aurora

e sogni ormai di sale.

Allora, nella fontana,

immergo le mie mani

ed il mio viso e il seno

perché tu senta

nell’onda il mio profumo,

di questa nostra terra il vento

e del mio cuore il battere

e l’acqua torni indietro

e da dove ora sei

porti a me il tuo sorriso:

l’ultimo di te

che ho visto andare:

 

ma dimmi dov’è quell’onda,

figlio,

dimmi dove…

 

 

 

OTTOBRE

 

Cola l’ultimo miele

dal grembo dell’estate

che, esausta, partorisce

primi giorni d’autunno

prima che impallidisca il sole.

Vanno dal parrucchiere

le foglie sopra i rami:

si fanno bionde

e arricciano i picciòli

per il gran ballo in aria

che a terra, stanche,

le vedrà cadere.

Anticipa la sera

col dì l’appuntamento;

l’incontro si fa breve:

arrossa appena

di vergogna il cielo

e nella notte

spesso s’alza il vento,

talvolta piove

e si fa grigio il giorno.

S’asciugano

gli amori dell’estate,

metton la giacca

i cuori disillusi

e, nelle mani,

due castagne appena

bastano a riscaldarsi

accanto ai tizzi accesi.

 

Ottobre:

ponte fra le stagioni

del tempo e della vita:

voglia di tenerezza

ribolle insieme al mosto,

voglia di compagnia,

voglia di casa...

dove fermarsi

a vivere l’inverno

tenendosi per mano

dietro vetri appannati,

fra lacrime di pioggia appese

alle ringhiere dei balconi

 

io e te,

aspettando…

 

 

 

IL SILENZIO

 

Vecchio è il silenzio

ed ha capelli bianchi,

cammina a stento

e ti si appoggia al fianco,

tace da sempre,

riponendo in tasca

della tua vita

brividi e sospiri.

Gli occhi un po’ spenti

non vedono vicino,

le mani ha ghiacce

come chi ha vissuto

inverni lunghi

di giorni senza sole.

Segue i tuoi passi

e solamente attende,

paziente e taciturno,

che accanto tu lo chiami

perché, come un amante clandestino,

chiuso a chiave con te

fuori dal mondo,

possa al fine abbracciarti

e riportarti, fra piume di memorie,

i pensieri più dolci

di quel vostro cammino.

Canta allora il silenzio

le nenie di quand’eri bambino

e carezze ti rende

di chi tanto t’ha amato,

sgrana lento i ricordi

ad uno ad uno

e ai vuoti dà

i bagliori delle stelle

finchè lontano addita

un faro illuminato…

poi, lieve, con la mano,

dolce copre i tuoi occhi

perché tu, confuso e trasognato,

l’oltre più in là non veda.

 Anna Maria Cardillo lavora presso un Ente Pubblico e vive a Roma

 

Commenti

la ricerca delle parole scorre fluida ,le metafore sono molto originali e le immagini che vengono alla mente sono immediate e nitide .La poesia OTTOBRE  trovo che sia dolce e splendida perchè il tema è molto sfruttato ma l'autrice ha scritto qualcosa ancora di nuovo e di diverso! Ottobre è da stamparla e da incorniciare.   arturo perna

 

le tre poesie della poetessa nell'insieme, costituiscono il sensi  dell'amore: 1°l'amore della madre che nell'oceano dei sentimenti trova  l'onda per il figlio: le carezze, le lacrime, il grido .... ma dimmi  dov'è quell'onda figlio, dimmi dov'e......" 2° l'autunno celebrato con  il dolce del miele, quasi a sistituirsi al sole prima di imapllidire  ...." 3° col silenzio, vecchio quando lo è il mondo, per ricordare le  nenie e le lontane carezza di chi ha amato. Una triologia di poesie,  scorrevoli quanto piacevoli, ci raccontano questo senso dell'amore  maturo, dell'amore sincero ......... Giovanni Grasso
 

Tre poesie, probabilmente diverse tra loro ma unite da un unico sentimento: l'amore. Un amore ricco nelle sue sfumature e dipinto in  tre diversi contesti. Il distacco, la riflessione, rendono le strofe forti ed accattivanti. L'amore per un figlio, una madre perfettamente cosciente di quanto la vita sia piena di dubbi ed interrogativi nei confronti di quell'essere che ha iniziato a respirare dal suo stesso grembo. L' amore per la natura, perchè proprio Ottobre, si chiede il lettore mentre riflette. Ottobre è il mese del colore, della malinconia, del tempo che passa, della trasformazione ed Anna vuole fermarsi a cogliere i momenti più brillanti di questa metamorfosi quasi magica. "Il Silenzio", personalmente annoverata tra le poesie più significative che l'Autrice abbia mai scritto. "un amante clandestino chiuso a chiave con te", nulla può meglio rappresentare la pesantezza e l'oscurità del silenzio come questa metafora. Lui è lì che aspetta per condividere i pensieri più bui e più tristi della vita. Non si scappa, è la realtà, è ciò che vivi, ciò che hai vissuto. "il silenzio" rappresenta una sorta di Giudizio Universale dal quale non si fugge ed arriva al lettore la certezza che sarà lui, vecchio e con i capelli bianchi a chiuderci gli occhi. "Sgrana lento i ricordi" ti senti in trappola, il silenzio ti attende ovunque ci si possa trovare, ti avvolge in un abbraccio gelido la cui morsa risulta fatale. - Marta Rizzi
 

Ho letto altre poesie di A. M. Cardillo, ma in queste ultime tre l'autrice offre una chiara ed intuitiva visuale di valori quali l'amore, la dolcezza e il romanticismo sia come madre che come persona in sè. - Maurizio Iovenitti
 

Soavi dolci piccole pillole di vita, le poesie di Anna Maria Cardillo rendono vive le emozioni, le sensazioni, le passioni che la vita ci offre regalandoci importanti spunti di riflessione.

La gioia, la tristezza, la malinconia e in particolare in queste ultime tre poesie l’amore per un figlio, per la natura e infine l’immensità e l’avvolgente profondità del silenzio.

Tutto questo è solo una goccia nel mare di tutto ciò che appaga i nostri sensi leggendo uno dei suoi splendidi omaggi alla vita…..Vanina Conte

 

I versi di Anna Maria Cardillo entrano nello spazio della vita stessa, facendoci vibrare d'emozioni. Il tono è delicato, seppure intriso nel dolore fino a toccare le corde dell'animo. Nella poesia per il figlio, la poetessa lo riporta in grembo (allora, nella fontana, immergo le mie mani ed il mio viso e il seno ), per poter riempire un vuoto eloquente, che lascia soli, un vuoto circolare come le braccia di una madre. Versi malinconici e struggenti, come l'Autunno, dove tutto sembra spegnersi e "si fa grigio il giorno", vivendolo in attesa che la vita riprenda i suoi colori, mano nella mano, insieme al compagno, per attraversare quel "ponte fra le stagioni del tempo e della vita".
Il Silenzio è il compagno dei giorni vissuti dall'autrice nella fase in cui tutto cambia aspetto: i capelli bianchi, la vista appannata, i passi incerti. Non l'abbandona, restandole vicino "come un amante clandestino" a cui gli si confida quello che altrimenti resterebbe appeso alle labbra.Ed è nel silenzio che ritorna bambina, lì vorrebbe rimanere, non andando oltre nel tempo. Anna Maria Cardillo nei suoi versi ci riporta alle emozioni e dolci sensazioni dell'amore, alle malinconiche attese della vita, alla voce del silenzio immerso nella nostalgia dell'infanzia. - Melina Gennuso