Premio Turoldo 2007

            Rodolfo Cernilogar

                    

  

 

 

LE INFORMAZIONI DI VINCENT

  

Nei miei occhi c’è la pioggia

le nuvole le nuvole quelle no

prese da altri

con più fascino e senso degli affari.

Paul, se fossi pazzo

chiederei ancora

di farmi la barba due volte l’anno

barattare qualche tela per un pasto caldo

sentire l’odore buono della terra

sulle dita e  a piene mani

raccogliere colori

lungo campi di girasole

o dentro la mia stanza

tra povere cose e questa bella luce

vestita di blu.

 

 

 

***

 

L’astuto cercatore di metalli

e pietre preziose si alza

a notte fonda, accarezza

l’asino sulla testa, la cavezza

in mano si avvia sul sentiero

sbucciando una mela. La luce

ancora incerta, si reca dove altri

sono già stati, in ginocchio annusa la terra

sbriciolandola tra le mani e l’acqua

lascia nel settaccio piccole pietre.

Ritorna a casa per nuove strade. Passa

la giornata in ozio sdraiato su un campo

di grano, pensando alla notte

e ai passi da fare l’indomani.

 

(Non tutte le pietre erano preziose

ma altro era il dono, il giacimento

che nessuno seppe trovare).

 

 

 

ANTICA RICETTA

 

Prendete dei personaggi

(un uomo e una donna).

Non importa l’estrazione sociale,

del mercato rionale o di nobile

genealogia astrale. Fate in modo

che sia il caso a guidare la scelta,

la mano che scivola sugli alimenti

la carne la frutta le verdure le spezie.

Non disperdete ai venti gli odori

e che ancora si senta il sapore

dell’infanzia, di giochi sulle strade

e ginocchia sbucciate. Disponete

tutti gli ingredienti su un tavolo

e ad uno a uno, a poco a poco,

lasciate che cadano nel paiolo

di rame, nel metallo scurito

dal tempo perché la storia

si diffonda lentamente. Il fuoco

divampi con la resina dei pini

e la fiamma duri nel legno

di quercia perché nella brace

si leggano presagi. Mescolate

con generosa attenzione e ogni

elemento si fonda in un amalgama

lieve e cremoso, un equilibrio

di distanza e presenza di sapori,

domestica odissea del gusto. Il vino

sia scelto con cura, versato nei calici

e con l’aroma si apra il cuore

alla verità, all’altezza degli dei.

Non dimenticate di leccare le dita

prima di servire in tavola, di trasgredire

il galateo delle buone ragioni, di gustare

il piacere dall’inizio, in ogni cosa.

Servite la pietanza in ciotole di legno

scolpite dalla sapienza di un vecchio

artigiano, pienezza di sensi e natura.

 

Distruggete il foglio della ricetta

come un segreto di congiurati, che ritorni

all’oralità originaria, cibo che si fa respiro

e parola, di labbra in labbra,

fino alla più lontana

discendenza.

Rodolfo Cernilogar abita a Marina di Grosseto