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Giovanni Darconza
Credo
Credo in una moltitudine di io che coesistono in un solo corpo agli ordini di un monarca dominante deposto da uno nuovo ad ogni istante credo nel linguaggio universale di uno sguardo penetrante che vanifica milioni di parole credo nell’istinto primordiale quando non è vinto da catene di vili ricatti o promesse illusorie credo in tutto ciò che non è certo e la ragione non può dimostrare credo nella solitudine dell’uomo di fronte all’infinito blu del mare o alla desolazione di una steppa credo nell’idea che brucia come stoppia fino a consumare il cervello e le braccia credo nella luce di un’azione o nell’allucinazione del pensiero credo nell’aria pura che respiro o nell’effimero sorriso dopo la tempesta credo nell’eternità di un istante di fronte a un domani inconsistente o a un passato volutamente alterato credo nella costruzione di fragili finzioni per contrastare il nulla e la noia credo nella diversità della scrittura come ultima risorsa contro la paura come ultimo rimedio per salvare quel poco di universo ormai rimasto che non si può comprare.
Coraggio
Grande coraggio ha la goccia che ha scelto il suo deserto.
L’opera dell’ape
Quante volte segretamente ho invidiato il tuo volo spensierato di fiore in ramo alla ricerca solo di minuscole felicità, tigrato imenottero dal pelo dorato, alla ricerca solo di dolce nutrimento per uno stuolo di fedeli ammiratori del creato. Quante volte apertamente ho sognato di alzarmi in aria leggero alla ricerca dello stesso nettare tra i campi verdi umidi di pianto tra le querce possenti cariche di anni tra i cieli offuscati dai rimpianti tra i colli sinuosi della mente sferzati dalla furia di venti violenti, e mi ritrovo qui a terra incatenato dal peso opprimente di queste quotidiane sciocchezze che avvelenano lo spirito con pungiglioni intrisi di banalità e mi ritrovo inutilmente intento a cercare di riempire questo tempo vuoto e spento, paralizzato e incerto se sia davvero così importante questo sproloquiare inutile su futili argomenti o non sia meglio produrre il mio miele lontano dallo sciame, in silenzio.
Giovanni Darconza è insegnante universitario e abita a Urbino |