Premio Turoldo 2007

            Giovanni Darconza

                    

 

 

Credo

 

Credo in una moltitudine di io

che coesistono in un solo corpo

agli ordini di un monarca dominante

deposto da uno nuovo ad ogni istante

credo nel linguaggio universale

di uno sguardo penetrante

che vanifica milioni di parole

credo nell’istinto primordiale

quando non è vinto da catene

di vili ricatti o promesse illusorie

credo in tutto ciò che non è certo

e la ragione non può dimostrare

credo nella solitudine dell’uomo

di fronte all’infinito blu del mare

o alla desolazione di una steppa

credo nell’idea che brucia come stoppia

fino a consumare il cervello e le braccia

credo nella luce di un’azione

o nell’allucinazione del pensiero

credo nell’aria pura che respiro

o nell’effimero sorriso dopo la tempesta

credo nell’eternità di un istante

di fronte a un domani inconsistente

o a un passato volutamente alterato

credo nella costruzione di fragili finzioni

per contrastare il nulla e la noia

credo nella diversità della scrittura

come ultima risorsa contro la paura

come ultimo rimedio per salvare

quel poco di universo ormai rimasto

che non si può comprare.

 

 

 

Coraggio

 

Grande coraggio

ha la goccia che ha scelto

il suo deserto.

 

  

 

L’opera dell’ape

 

Quante volte segretamente

ho invidiato il tuo volo spensierato

di fiore in ramo alla ricerca solo

di minuscole felicità, tigrato imenottero

dal pelo dorato, alla ricerca solo

di dolce nutrimento per uno stuolo

di fedeli ammiratori del creato.

Quante volte apertamente

ho sognato di alzarmi in aria leggero

alla ricerca dello stesso nettare

tra i campi verdi umidi di pianto

tra le querce possenti cariche di anni

tra i cieli offuscati dai rimpianti

tra i colli sinuosi della mente

sferzati dalla furia di venti violenti,

e mi ritrovo qui a terra incatenato

dal peso opprimente di queste quotidiane

sciocchezze che avvelenano lo spirito

con pungiglioni intrisi di banalità

e mi ritrovo inutilmente intento

a cercare di riempire questo tempo

vuoto e spento, paralizzato e incerto

se sia davvero così importante questo

sproloquiare inutile su futili argomenti

o non sia meglio produrre il mio miele

lontano dallo sciame, in silenzio.

 Giovanni Darconza è insegnante universitario e abita a Urbino