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Rosalba De Filippis
Povero Gesù
Povero Gesù di gentilezze clandestine ti hanno lasciato solo o forse sola che chissà donna dentro carte azzurre si nasconde sotto l’ala e attende amore.
Ma amore non può venire da feste e da giardini troppi semi isteriliti solo aurore senza il frutto. Date il concreto a Giuda a me il profumo della rosa di verità e rugiada è forse troppo?
Dolce la donna vuole non pretende il suo ritorno in carne la tortora l’ affligge si piega e vola senza reticenze o dubbi di trenta denari scalza di goccia e di parola l’hanno lasciata sola.
TU rosa di notte aperta forse di nessuna sera questo è il tuo corpo assaggia la tua prima giornata vera.
Parole
Hanno il colore del giovane gallo che promette battaglia alla vita e diventano giostre di voci lungo il filo che traccia il ritorno. Ragazzi assorti nel gioco (sorridono al giorno) miliziane di grani maturi formiche in fortezze di terra o fieno nel fango. Sono rondini altere di liquido canto mi sfrecciano dentro in mute gazzarre o silenzi assordanti recipienti le dita seguono forma e pensieri disegnano il corso del fiume (la piccola orma felpata attraversa la strada) e mi invadono il sogno la palpebra vibra del lieve passare di mille zampette di neve. Poi corrono al giovane gallo e sono la sfida del mondo il gesto d’orgoglio che sfibra in sorriso l’aculeo dell’inverno nel fermaglio indeciso del mio verso che aggiorna si appanna e vira in limpida canna in gatto saccente di parole vissute e dal niente. Ferite.
La nube e la rosa
Sono stanca , disse imbronciata la rosa l’inverno non è ancora arrivato stai tranquilla, rispose la nube minaccia neve stanotte. Questo vuol dire, riprese la rosa che il mio stelo seccherà d’improvviso c’è un vantaggio,le fece la nube ti cadranno le spine resterà solo un petalo giovane sulle labbra del melo che pungi. Chi mi dice, domandava la rosa che il melo si tenga al mio gambo? Non lo dice nessuno, sorrise la nube la ruga sul petto ha la neve del basta cercherà la tua spina per sentire che è vivo lo dice il vento nel sonno, l’inverno è in arrivo. Mi accoccolo svegliami se il melo vuole giocare alla spina che cade il mio boccio mi duole e questo inverno mi invade. Disse la piccola rosa alla nube. E sorrise.
Rosalba De Filippis, molisana, è insegnante e vive a Firenze
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