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La stanza del dialogo
Aveva pareti sottili imbiancate di fresco e pronte al dolore dei chiodi per quadri infantili
Aveva la porta socchiusa e una finta finestra un tavolo vecchio e una sedia e restava in attesa
Chiunque poteva decidere un giorno d’entrare - trovarvi qualcuno disposto a trattare la resa.
Apparsa su foglidiparole.splinder.com il 6 marzo 2007
Magica
In ricordo di Angelo Maria Ripellino
La bruma avvolgeva i presagi, il Ponte, Loreto, il Castello i robot, il golem, odradek e l’angolo del mantello. Ma tu sorridendo leggevi quel tomo in libreria Arbes con gli alberi genealogici delle famiglie bohemienne. E prima d’addormentarti nella stanzetta dell’Ungelt t’avvicinavi ai gerani sul davanzale della finestra per dare un ultimo sguardo ai tetti coperti di brina e ai petali una carezza.
Apparsa su foglidiparole.splinder.com il 14 marzo 2007
Dimmelo
con la voce delle ore felici che alleviava la croce di segreti e fatiche
che portava paziente argomenti e ragioni - con la voce che avevi con tutti i suoi suoni
Antonio Fiori, fiscalista, è nato e risiede a Sassari
Commenti Queste nuove poesie di Fiori hanno il profumo di casa. La casa che si è abbandonata ed alla quale si ritorna rinnovati. Non si trova più il pesante domestico, dal quale si era fuggiti, ma in essa risuona l'eco irresistibile della nostra anima, di quello che eravamo e siamo, nel più profondo, nello scheletro, nell'estrema parte solida della nostra esistenza, sopravvissuta al corpo fradicio della modernità. La casa ritrovata finisce così per essere un universo e la presenza di un geranio, un segno del mondo.
Nelle poesie di Antonio Fiori emerge un lavoro certosino di meccanica ed incastro del verso, che procede fluido, accogliendo ritmo e leggibilità, sobrio eppure evocante un'ampia gamma di immagini. Una sobrietà che è figlia di padronanza poetica evidente, nonché sorella gemella di una malcelata, prorompente creatività. - Luca Mingioni
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