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Guido Mattia Gallerani
IL LAVAVETRI
Per un colpo di fortuna le tesi, quelle, non le gettammo. Le bruciammo a Como per il freddo. Allora facevamo i lavavetri per le strade.
Tutti i nostri visi si corrispondevano in un’immagine comune: per voi non c’era differenza di persone.
Uno di noi mille, invece, per dispetto conquistò famiglia, villa, rispetto e una singolare distinzione.
Gli era accaduto all’ospedale dopo anni: qualcuno non l’aveva visto al semaforo e lui era stato investito sull’asfalto.
E ne aveva avuto irriconoscibile il volto.
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Serve entrare in silenzio nel grande cimitero di Père Lachaise, la sua meraviglia è d’ospitare cornacchie ed altri viventi: nella giostra impetuosa degli uccelli si scandisce questo circo naturale, in un ritmo regolare di sonno e di notti, di giorni e di insonnie. Soltanto una lancetta resta ferma dell’animato orologio, dentro i corpi pietrificati di artisti, sapienti e celebri scrittori balbetta un meccanismo tormentato da un’interferenza clandestina, uno scatto da sempre bloccato nei clamorosi e chiassosi ingranaggi celesti.
G. “ Si un homme naît sans être mort, il peut devenir une chose immortelle „
Io non vivo perché ancora non ebbi principio; non ho avuto principio perché dovessi accettarlo; non accettai di possederlo perché potessi obbligarlo; non potendo riaverlo, vedo di non avere più niente; non riuscendo a volerlo, sento che io sono niente; ma sapendo d’esser niente, io mi scopro mai nato; e non essendo già nato, allora io inizio a potere; potendo l’inizio, sento che svegliando divengo; e diventando, io vivo.
Guido Mattia Gallerani si occupa di organizzazione di eventi culturali e abita a Modena |