Premio Turoldo 2007

            Roberto Gennaro

                    

  

 

Lontano

 

Dall’alba che sorge schiarendo l’orizzonte

Il sole rincorre la luna e il suo regno

Scompare la trama del notturno disegno

Delle stelle che per tutta la notte han vegliato

 

Un’onda lambisce le pendici di un monte

S’infrange la speranza di rivederti ancora

Il mio cuore soccombe a quest’eco sonora

Lasciandomi in balia dei ricordi del passato

 

Non ci sarai più dentro casa ad aspettarmi

Ricamando la tua tela con il filo intrecciato

Quella trama dei pensieri che volevi dedicarmi

Arrivarono tardi e mi hai abbandonato

 

Scomparendo nella voce di un alito di vento

Ho portato via con me la perduta emozione

Dimenticando per sempre quei capelli d’argento

Accarezzati dalle note di una triste canzone
 

 

 

Dalla luce ritornata

(19 novembre 2007)

 

Avrò un canto

Nelle note del pianoforte che allora suonai

Le corde e i martelletti indugiano

sul tuo ritorno. Tu,

attesa nelle notti cadute brevi

tra sogni cancellati e sospiri presi,

rapidi per non lasciarti

Lontano dalle mie labbra,

mesi spesi nell’autunno a ricordar le foglie

cadute nel mare di un agosto rappezzato

L’acqua s’infreddò del silenzio circostante

quando sparimmo insieme in quell’ultimo verso

Nel ricordo del primo attimo,

dentro alla nostra prima lacrima

Che domani,

domani tornerà.

 

 

 

Il mattino a mezzanotte, venticinque le preghiere

 

Una notte attesa in veglia mentre il tempo diventa neve

Nella polvere di fieno il vento e un angelo del cielo

Spalle alate ed occhi azzurri per il suono dell’evangelo

Mentre l’anima prende carne e sospira un fiato breve

 

Piccola stella ormai caduta, sei un passero sui rami

Piovono lacrime d’argento nella grotta del mistero

Quando l’uomo si fa esistenza e sconfigge il buio nero

Coi colori della pace, aurora di sogni più lontani

 

Ti aspettavo al mio giaciglio, uomo solo e dimenticato

Dall’amore per una donna che fu a fianco del mio credo

Restituendo la mia forma ad un sogno immaginato

 

Prendi in mano la mia vita, il destino e le sue ruote

Le mie parole saranno vene per il cuore che ora vedo

Tu sei lei, s'agapò tora ke tha s'agapò pantote

Roberto Gennaro è ingegnere e ab ita a Genova