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Cristina Insalaco
La mia rosa.
Alta, dritta e bella la rosa, elegante e delicata, candido bianco colore. Se ne stava placida e tranquilla ad attender il sole, ad aspettar l’acqua della rugiada, ad ascoltar i rumori e i silenzi del roseto. Una mattina un’ape si posò, si invaghì della sua bellezza, si inebriò del suo profumo di nuvola, fragola e vaniglia. Si posò piano, gentile, non per nettare vitale, si coricò avvolta nell’armonia, scaldata di morbidi petali dorati. E cantò per quel fiore che brillava nel roseto. Una nuvola, gelosa e invidiosa di tanto amore, di amore puro e melodioso, strinse e raccolse nubi che annerirono il cielo, dall’alto violente caddero gocce dure, sane e forti. Sassi lanciati nel vuoto, chicchi di vetro gelato scagliati per tacere quel canto, per schiacciare quell’amore. Incessante, dopo lunga agonia, il fior di petali argentati non sopportò, e cadde ormai privo di foglie. La timida ape restò lì, per quel cuore, che nessuno più poté possedere.
La ballerina del Carillon
Gira, danza, leggera, avvenente ballerina del carillon. Lieve abito rosa di soffice seta, morbidi ricci biondi cinti d’un piccolo fiocco argentato. Bianca acqua sulle sue rosse gote, indifferente, sorridente pianto silenzioso. Danza, uguale, dolce, armoniosa melodia, sottile gamba piegata, occhi verdi nel buio truccati. Morente sguardo, d’un corpo immortale.
La neve.
La neve. Morbidi petali d’acqua scendono lenti, tenui cristalli danzano su note armoniche del vento, che a uno a uno li regge in mano, e delicati li scivola piano sugli aghi di pino, su sabbia e montagne, sulle guance di quegli occhi sorpresi, che la fissano sfiorar la punta della lingua. E d’un incantesimo di luci e magia tutto ricopre, per quei chicchi ammaliatori d’ogni angolo, d’ogni incrocio della via. E quando la luna brilla ancora, cascherà su quegl’albori, sulle tende arricciate di quei volti, a cui sempre concede sorriso. La neve che forse, sotto il mio cielo, stai guardando insieme a me.
Cristina Insalaco è studentessa e abita a Torino
una studentessa che scrive queste poesie???non ci credo...brava cristina..complimenti!!! Simone Salerno la migliore è la prima tutte e
tre riescono ad esprimere un immensa dolcezza e delicatezza,un amore
vero,puro,bello, sconfinato e incondizionato sopratutto nella
ballerina del "carillon" i versi riescono a descrivere una sublime armonia
anche nel rappresentare i piu tormentati malesseri dell anima. |