Premio Turoldo 2007

            Cristina Insalaco

                    

  

 

 

La mia rosa.

 

 Alta, dritta e bella la rosa,

elegante e delicata,

candido bianco colore.

Se ne stava placida e tranquilla

ad attender il sole,

ad aspettar l’acqua della rugiada,

ad ascoltar i rumori e i silenzi del roseto.

Una mattina un’ape si posò,

si invaghì della sua bellezza,

si inebriò del suo profumo

di nuvola, fragola e vaniglia.

Si posò piano,

gentile,

non per nettare vitale,

si coricò avvolta nell’armonia,

scaldata di morbidi petali dorati.

E cantò

per quel fiore

che brillava nel roseto.

Una nuvola,

gelosa e invidiosa di tanto amore,

di amore puro e melodioso,

strinse e raccolse nubi

che annerirono il cielo,

 dall’alto violente caddero gocce

dure, sane e forti.

Sassi lanciati nel vuoto,

chicchi di vetro gelato

scagliati per tacere quel canto,

per schiacciare quell’amore.

Incessante,

dopo lunga agonia,

il fior di petali argentati non sopportò,

e cadde

ormai privo di foglie.

La timida ape restò lì,

per quel cuore,

che nessuno

più poté possedere.

 

 

 

 La ballerina del Carillon

 

Gira, danza,

leggera, avvenente

ballerina del carillon.

Lieve abito rosa

di soffice seta,

morbidi ricci biondi

cinti d’un piccolo

fiocco argentato.

Bianca acqua

sulle sue rosse gote,

indifferente, sorridente

pianto silenzioso.

Danza,

uguale, dolce, armoniosa melodia,

sottile gamba piegata,

occhi verdi nel buio truccati.

Morente sguardo,

d’un corpo immortale.

 

 

  

La neve.

 

 La neve.

Morbidi petali d’acqua

scendono lenti,

tenui cristalli

danzano su note armoniche del vento,

che a uno a uno

li regge in mano,

e delicati

li scivola piano

sugli aghi di pino,

su sabbia e montagne,

sulle guance di quegli occhi sorpresi,

che la fissano

sfiorar la punta della lingua.

E d’un incantesimo di luci e magia

tutto ricopre,

per quei chicchi ammaliatori

d’ogni angolo,

d’ogni incrocio della via.

E quando la luna brilla ancora,

cascherà su quegl’albori,

sulle tende arricciate

 di quei volti, a cui sempre

concede sorriso.

La neve che forse,

sotto il mio cielo,

stai guardando insieme a me. 

Cristina Insalaco è studentessa e abita a Torino

 

Commenti

 

una studentessa che scrive queste poesie???non ci credo...brava cristina..complimenti!!!

Simone Salerno

la migliore è la prima tutte e tre riescono ad esprimere un immensa dolcezza e delicatezza,un amore vero,puro,bello,  sconfinato e incondizionato sopratutto nella ballerina del "carillon" i versi riescono a descrivere una sublime armonia anche nel rappresentare i piu tormentati malesseri dell anima.
complimenti brava davvero.  Cristina Maschio