Premio Turoldo 2007

            Marisa Madonnini

                    

 

 

A  Emily Dickinson                   

               da “donne con carta e penna”

         

Sento il tuo bianco

l’anima fugge tra

rugiada di strada

il corpo rimane tra

strette quotidiane

sento anche le parole

le stesse tra viole

a sbocciare tra fili

profili morbidi e steli

sento il mare di

puritani salvezza

sento la brezza

la tua dimora scalza

s’alza il sole e tu

t’affacci al giorno

ma come quella

giovane girl dublinese

serri la mano al

ferro scortese che

tesi tiene tuoi tendini

e le tende ottundono

i tuoi desideri             

gracile sgriccio

di bigio piumaggio

 

 

 

Giorni di Burma

  

Birmania terra che negli

anni soffri di tirannia

veglia sui tuoi monaci

e raccolti spiriti sciogli

 

canti  liberta’ e giustizia

la tua bella donna vanti

quell’anima leggera e’

ostaggio perfetto che sorregge

 

oltraggiosa la pretesa

di far tacere la nota coraggiosa

di serrare murata viva

la vita nella stanza chiusa

 

sguardo dolce sguardo

dignitoso osa il traguardo

la mano minuta e tesa a

chiedere la pace o birmano

 

si stende come puo’ con te

sulla tua terra per i figli attende

i diritti dritti senza troppo

svender per godere i riscatti

 

militari capi militari non

vedete le tuniche antiche annunciare          

anime rinate in liberta’ reincarnate

il camminamento lento unanime?

 

e voi politici monolitici non

sparate! non sconfiggerete i mistici

giovani scalzi spogli di parate

con eccidi e massacri da carnefici

 

chiodi crocefiggeranno le carni

sanguineranno terribili gli odi

rimedi malvagi non guariranno

desideri di pace non son sedati

 

 

 

Refugium

 

Non ti sgomentare anima mia di questo gelo

cammina lungo valli in celeste volta di cielo

tra alberi, avviamoci tra alberi di antica natura

e tra pini chini che gravano a scurire la radura

e i ricciuti ciuffi d’erbe ch’affondano riza

sotterrati filtri a tentoni annaspanti linfa         

Anima tienti stretta al mio corpo sinuoso

che s’addentra e si sostiene al vecchio bosco

E andremo via con la forza degli occhi e del cuore

via dalla terra amata e odiata dove sono ognora

accolta e sono rifiutata. Tu, anima sarai l’oro

la porta aperta del rifugio spalancata sul pianoro

tu corpo tra felci e salici aggrappato al tuo amore

 

 Marisa Madonnini è interprete, traduttrice e insegnante.  vive a Casalpusterlengo (Lodi)