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Alberta Maresca
Mattina di dicembre
Mattina di dicembre; il più bel dono svegliarsi e andare via, come una foglia parte leggera dentro la bufera. Su per le strade spoglie di sentieri, muschi gelati e vortici di rami , nel pareggio dei campi disuguali.
Vento di castagni dalla selva terra bagnata e fame di vigilia e farina di terra, ed erbe note nel ricordo assai più che voci umane. Vuoto di monte dove l’eco risponde. L’arco gentile dove un tempo si visse povertà senza fine, non miseria in sfarzosi ricami.
E dal sorgente alito sentire come s’avanza irato, e potente e collerico e sfigurato di sangue questo natale. E a lungo piangerlo - nel cavo del tronco animale selvaggio-
contro il vuoto gridare per me solo e non altri perché violenti me stesso questo impietoso credo “Esiste l’anima”.
Io lo vorrei, questo silenzioso orto...
Oggi fiorisce, prossimo alla scuola, un frutteto di peschi e d’albicocchi. Qui sono i frutti precoci, lì tardivi, carichi entrambi di novello sole. Sarà forse un giorno questo terreno, che cede all’orma, antico di vulcanica cenere, spiantato al pari di tanti altri, reso deforme, mercenario , uguale a tutto ciò che è morto. Io lo vorrei, questo silenzioso orto, rifugio dei passeri e dei merli, tracciato appena di sentieri composti in croce, solo per sentire come la vita cresce e che rumore fanno le foglie, e apprender la pazienza quieta dell’ulivo centenario. Accanto, finirebbe la scuola la sua opera di carne, e qui verrebbero a cercare parole e a recitarle ed a narrare e a credere ... Tanto io sento impregnato di spirito il vivente che non m’importa se chiudano le chiese le loro porte; si spranghi pure la cella purché il mondo sia tutto un tempio un soleggiato chiostro.
Il migliore dei giorni
Fu quello della tempesta il migliore dei giorni quando abbattuta la vela sulla cresta quasi strappata e tesa una voce sentisti che non sapevi custodita nel petto, e un’altra amica da lontano rispose oltre il fragore.
Fu il giorno della bufera, che da lontano vi vide in un unico quadro sovrapposti e accostati, giorno raro di incontri nel solitario nostro andare per mare.
Alberta Maresca vive a Napoli
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