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Francesco Menichincheri
La festa di San Martino
Nella piazza principale del paese di Levane si festeggia San Martino, suo patrono.
Mentre i contenti bambini giocan nella piazza gli adulti incontran vecchi amici. Tutti sono in armonia.
I bomboloni sono caldi la cioccolata è nel bicchiere le castagne bruciano mentre i gusci riempiono la piazza.
Le voci volano nell’aria insieme all’odor dei bomboloni. Il parroco benedice i bambini che cantano a San Martino.
L’incenso viene acceso e i chierichetti escono si godon la cascata luminosa, la gente è meravigliata.
Il fumo copre la statua di Gesù che riemerge subito: è onnipotente, gli uccelli volano via.
La messa inizia l’incenso fuma i prossimi cresimandi si presentano. Gloria a San Martino!
La messa finisce la gente si disperde la piazza è vuota tutto è di nuovo normale.
Autunno
Nell’arancione manto che ricopre la terra cammino senza sosta;
vedo gli alberi, dove mi riparavo dal sole, nudi, spogli.
Nel paesaggio, nudo, noto una macchiolina verde.
Eolo soffia senza sosta!!!
Otto dicembre
È l’otto dicembre.
Mentre il sol calato è per le vie solo me ne vò deserte.
Miliardi di palle avvolte da minuscoli luci sorridon sull’abete mentre scoppietta il fuoco.
Per la strada le macchine portan compratori nei negozi illuminati magicamente.
Nella casa mia la piccola e graziosa Boog * incantata è dalle luci.
Finchè non arriva il bello: la famiglia insieme in un abbraccio “abetare”.
* la mia sorellina Chiara.
Francesco Menichincheri frequenta è studente e abita a Levane (AR) |