Premio Turoldo 2007

            Luca Mingioni

                    

  

 

A DEBITA DISTANZA

  

Penso a quante volte appari

e rimani, artigliata

sui dossi del cuore

affettato a dovere

e sconfitto

per congenito difetto.

 

Penso al livido che rende fieri

alla perfida sincerità

a quanto buono sia, il silenzio

e quanto imperfetto.

 

Conosco la lama e il suo freddo

il taglio brusco

di pelle-carne-tendini

e la precisione della tua voce

nel rovesciare le budella.

 

Chiamalo pure amore, se vuoi.

Non voglio pensarti.

Ho paura del mio buio

del solco sulla risacca

e del tuo odore.

 

 

 

O.P.G.

  

Arriva.

Bello, fresco, pettinato.

Chiama, saluta, invita a sedere.

Ascolta, sorride, alza le rughe.

Prende il brogliaccio:

una /due/tre confezioni

pasticche tot al dì + fiala mensile

milligrammi in fase crescente/calante

stimolare VS sedare.

Unghie mangiate, occhi roteanti

partenze sprint in fuga diagonale,

tacche sugli avambracci

rosso pulsante a fiotti

per trarre sollievo dal dolore.

 

Stacco l’attenzione, dispongo il cerchio

congelo il sole, alzo le mani.

Fermo il tempo, disperdo il senso

strappo l’odio e la colpa

un educato disprezzo è la mia civiltà.

 

Stilo la diagnosi:

vezzo e vessillo in candore di veste,

pungolo, elettrodo di scienza

un perdono sfumato

l’apparenza cruda della ferita

il fruscio sonante.

 

Il dottore vuole catturare l’unicorno

e giacché non riesce

lo cancella.

  

 

 

INTERATTIVITÀ

  

           

«Il nuovo partito nasce dal basso,

cittadinanza protagonista

mille volte libera, e mille ancora

un euro e una croce

su casella invitante, familiare, unica.

Nel pigiare il tasto rosso, liberare la gioia

d’un acquisto digitale.»

 

Ti ho sparato,

e non ti ho uccisa.

Col ritorno di fiamma, sullo sterno

mi s’è piantato uno spillo

come dicono si usi in terapie orientali.

Niente fitte ma strati di colore, denso

filtri di luce a variegata frequenza

oscillazioni e tonalità

molto al di là del lisergico.

 

«… ma sono i russi a gestire l’offerta

e i cinesi formiche maledette!

L’India e il lavoro sottopagato,

la delinquenza rumena,

l’impennata del papavero afgano

e l’Iraq che neanche lacrima più…

per non dire poi

del nero gorgogliare del dollaro…»

 

Non ti ho nemmeno ferita.

Come da altra galassia

la tenerezza dell’abbandono

bianca ustione chimica

a corrodere fin al midollo.

Sui calori sempre più vaghi

di un inverno andante moderato

cerco appoggio

come raccolto nel cucchiaio di un addome.

 

Una guardia gentile serra le manette.

Luca Mingioni, nuorese, è assistente sociale e vive a Sassari