Premio Turoldo 2007

            Mauro Montacchiesi

                    

  

 

A Padre Pio

 

 Servo di Dio

 Padre Pio

 prega per me

 servo del servo di Dio.

 Umile francescano

 che non hai aberrato dal tuo sentiero di purezza

 prega per me l’Onnipotente

 perché anch’io così debole

 riesca ad abiurare per sempre la colpa.

 Servo di Dio

 Padre Pio

 prega per me

 servo del servo di Dio.

 Umile francescano

 che le sevizie degli spiriti delle tenebre

 su te stesso hai provato

 prega per me l’Onnipotente

 perché anch’io così fragile

 riesca a rimanerGli per sempre fedele.

 Servo di Dio

 Padre Pio

 prega per me

 servo del servo di Dio.

 Umile francescano

 che similmente a Cristo

 le seduzioni di mammona hai sconfitto

 prega per me l’ Onnipotente

 perché anch’io così umano

 possa un giorno gioir della sua luce.

 Servo di Dio

 Padre Pio

 prega per me

 servo del servo di Dio.

 

  

 

 Tra le tante invocazioni allo Spirito Santo

 

 Oh Paraclìto amato

 oh Consolatore

 su di me scendi

 con gli stupendi tuoi doni

 il mio intelletto irradia

 rendilo meno imperfetto

 e questa mia anima

 alla quale tu stesso

 hai dato il soffio vitale

 dal male detergi

 di virtù inonda.

 Oh Paraclìto amato

 Oh Consolatore

 inclita purezza

 sostanza assoluta

 purissima linfa

 perfezione adempiuta

 fiamma che brucia il peccato

 solo in te ho fiducia

 in te

 venerabile profumo del cuore.

 Afflato di Dio

 eterno respiro

 trino con Cristo

 le mie colpe redimi.

 Rendimi

 umilmente splendente

 coi tuoi divi carismi.

 Concedimi

 la virtù il coraggio la forza.

 Ti chiedo

 di essere Il fuoco

 che bruciando

 vivifica l’anima.

 Tu

 profumata orchidea

 tu

 panacea dei miei mali

 concedimi la beatitudine

 proteggimi dal demonio

 ogni mia inquietudine sciogli.

 Senza tempo

 tu

 inscindibile ipostasi

 senza tempo

 tu

 Luminosa Saggezza

 non permettere ch’io cada

 nel fuoco eterno della gehenna.

  

 

 

 …del Suo divino progetto

 

 Preso da uno sgomento lacerante

 lo sguardo è volato alle stelle.

 Non ho pregato…

 ho offeso Dio…

 l’ho vilipeso…

 insultato…

 quel Dio

 che mi sfuggiva,

 quel Dio

 che non mi ascoltava.

 Gli ho chiesto consolazione

 gli ho chiesto conforto

 gli ho chiesto pietà.

 Sono stato empio

 sono stato blasfemo

 convinto

 che fosse nel torto

 convinto

 che si fosse dimenticato di me.

 Quanto labile è stata la mia lealtà.

 Ho avuto pensieri sordidi

 ma poi

 ho versato lacrime amare

 io vile coniglio

 perché del figlio mi son ricordato

 che ha sacrificato per me

 per tutti quelli come me

 che del Suo divino progetto

 rifiutavano d’ esser granello.

Mauro Montacchiesi, lavora in banca e vive a Roma