|
Mauro Montacchiesi
A Padre Pio
Servo di Dio Padre Pio prega per me servo del servo di Dio. Umile francescano che non hai aberrato dal tuo sentiero di purezza prega per me l’Onnipotente perché anch’io così debole riesca ad abiurare per sempre la colpa. Servo di Dio Padre Pio prega per me servo del servo di Dio. Umile francescano che le sevizie degli spiriti delle tenebre su te stesso hai provato prega per me l’Onnipotente perché anch’io così fragile riesca a rimanerGli per sempre fedele. Servo di Dio Padre Pio prega per me servo del servo di Dio. Umile francescano che similmente a Cristo le seduzioni di mammona hai sconfitto prega per me l’ Onnipotente perché anch’io così umano possa un giorno gioir della sua luce. Servo di Dio Padre Pio prega per me servo del servo di Dio.
Tra le tante invocazioni allo Spirito Santo
Oh Paraclìto amato oh Consolatore su di me scendi con gli stupendi tuoi doni il mio intelletto irradia rendilo meno imperfetto e questa mia anima alla quale tu stesso hai dato il soffio vitale dal male detergi di virtù inonda. Oh Paraclìto amato Oh Consolatore inclita purezza sostanza assoluta purissima linfa perfezione adempiuta fiamma che brucia il peccato solo in te ho fiducia in te venerabile profumo del cuore. Afflato di Dio eterno respiro trino con Cristo le mie colpe redimi. Rendimi umilmente splendente coi tuoi divi carismi. Concedimi la virtù il coraggio la forza. Ti chiedo di essere Il fuoco che bruciando vivifica l’anima. Tu profumata orchidea tu panacea dei miei mali concedimi la beatitudine proteggimi dal demonio ogni mia inquietudine sciogli. Senza tempo tu inscindibile ipostasi senza tempo tu Luminosa Saggezza non permettere ch’io cada nel fuoco eterno della gehenna.
…del Suo divino progetto
Preso da uno sgomento lacerante lo sguardo è volato alle stelle. Non ho pregato… ho offeso Dio… l’ho vilipeso… insultato… quel Dio che mi sfuggiva, quel Dio che non mi ascoltava. Gli ho chiesto consolazione gli ho chiesto conforto gli ho chiesto pietà. Sono stato empio sono stato blasfemo convinto che fosse nel torto convinto che si fosse dimenticato di me. Quanto labile è stata la mia lealtà. Ho avuto pensieri sordidi ma poi ho versato lacrime amare io vile coniglio perché del figlio mi son ricordato che ha sacrificato per me per tutti quelli come me che del Suo divino progetto rifiutavano d’ esser granello.
Mauro Montacchiesi, lavora in banca e vive a Roma |