Premio Turoldo 2007

            Carla Noro

                    

 

 

IL  SONNO  ALL’IMPROVVISO

 

 mi aspettò quel dì

il treno alla stazione

il mio posto all’incontrario.

           Venne il sonno all’improvviso

           calò una coltre benigna

           sugli occhi ostinati a vegliare

           non si curò del mio tempo

           per mano mi porto là

           dove si rincorrono le nuvole

           e le fronde giocano col vento

           in corsa superò il mio destino

           nel viaggio all’incontrario

           verso la mia destinazione.

  

 

 

GIORNI D’ESTATE

 

Api mattiniere bisbigliano al  giorno

tra cespi d’ortica dolente

si desta il girasole

le foglie aggrinzite graffiano l’aria

di porpora il cuore di sogni rappresi

all’onda di luce ripara.

La notte ringhiò forte il vento

genuflessa toccai terra

lo stelo percosso ancora resisto

il giorno di luce trabocca.

Sono petalo nuovo di filigrana tessuto

il sole mi invita

danziamo abbracciati, uniti i respiri

si che lo stelo tutto infiora.

La mia estate è un quadro in attesa

aspetta incastri di nuovi colori

miscele pazienti di toni inattesi

arabeschi di luce per i giorni di nuvole e sole.

 

 

 

LA  CADUTA

 

Sono torre eretta salda nei giorni propizi

o impalcatura fragile di assi sconnesse

se bastò un soffio di vento?

piegata bocconi trattengo il ringhio del dolore

graffio la terra

sento l’odore di brume e di muschio

avida si sazia delle mie lacrime

tocco l’erba

vedo le foglie di impari toni

formiche e insetti curiosi mi girano intorno.

Il cielo è vicino

interrogo le nuvole – chiedo un altro futuro

è misterioso il linguaggio delle nuvole.

Scivolo dentro i miei pensieri

varco la soglia là dove si impara a morire

dove rinasco involta nel sudario dell’amore

ritrovo la linea dell’orizzonte

non più solenne ne fragile:

ritrovo casa

 Carla Noro vive a Vicenza