|
Carla Noro
IL SONNO ALL’IMPROVVISO
mi aspettò quel dì il treno alla stazione il mio posto all’incontrario. Venne il sonno all’improvviso calò una coltre benigna sugli occhi ostinati a vegliare non si curò del mio tempo per mano mi porto là dove si rincorrono le nuvole e le fronde giocano col vento in corsa superò il mio destino nel viaggio all’incontrario verso la mia destinazione.
GIORNI D’ESTATE
Api mattiniere bisbigliano al giorno tra cespi d’ortica dolente si desta il girasole le foglie aggrinzite graffiano l’aria di porpora il cuore di sogni rappresi all’onda di luce ripara. La notte ringhiò forte il vento genuflessa toccai terra lo stelo percosso ancora resisto il giorno di luce trabocca. Sono petalo nuovo di filigrana tessuto il sole mi invita danziamo abbracciati, uniti i respiri si che lo stelo tutto infiora. La mia estate è un quadro in attesa aspetta incastri di nuovi colori miscele pazienti di toni inattesi arabeschi di luce per i giorni di nuvole e sole.
LA CADUTA
Sono torre eretta salda nei giorni propizi o impalcatura fragile di assi sconnesse se bastò un soffio di vento? piegata bocconi trattengo il ringhio del dolore graffio la terra sento l’odore di brume e di muschio avida si sazia delle mie lacrime tocco l’erba vedo le foglie di impari toni formiche e insetti curiosi mi girano intorno. Il cielo è vicino interrogo le nuvole – chiedo un altro futuro è misterioso il linguaggio delle nuvole. Scivolo dentro i miei pensieri varco la soglia là dove si impara a morire dove rinasco involta nel sudario dell’amore ritrovo la linea dell’orizzonte non più solenne ne fragile: ritrovo casa
Carla Noro vive a Vicenza |