Premio Turoldo 2007

            Giuseppe Panetta

                    

 

La Musa Last Minute

 

In bagno prima d’ogni scomparsa

Strisce di bianco sulla tavolozza

La catena di Nefele nuvola

E di Orfeo il trampoliere ottico

 

Si canta il gospel e si sfoglia il gossip

Si vola capaci di vivere quel tanto

Di farsi bozzolo e mai farfalla

La Musa dura pochi minuti

 

 

 

Acquafredda

 

Come una rosa rossa che nelle carni

Dei petali matura foglie e spine

Scempiaggine della brina che scende

Sul tarlo acquoso per turiboli

Sulla brace del silenzio condito

Di pulviscoli che prendono il consenso

Delle parti smosse a bottarga e tranci

Di mattanza sullo scalino del tordo

 

 

 

°°°°

 

La povertà dell’osso non impressiona

Il cipiglio dello zigomo riposizionato

Zampe in brodo di rilassamento cutaneo

Cornea del teschio grasso di collagene

Schizzi di vista a mare suturata

Seni paranasali e sguardo botulino

Lo schianto del calco vuoto imprigiona

Le formelle nane conformiste

scalogno scaldapiatti buccia spiona

Sedano sedato staio sminuzzato

Pianto d’aceto e sale quanto basta

Funghi trafelati e risi amari

Carabattole d’aglio elemosino

Mescita di gambi gobbi e gangli

Di ventrigli nerbi guazzabugli

Odori di favori e  gioie sapide

Fonti del quadrivio fracco d’acqua

Sgroppo di reni turbine di schizzi

Di molecole inzuppate nel reale

Zampillo di zinne porporine

Atomi d’idrogeno che lottano

Acquerugiole e febbri mammoline

Oasi di rimescolate sabbie

Pelo di stilla castorina e filo

Bianco su volto nero d’acquatinta

Che sorprende e rompe i ponti.

   

Giuseppe Panetta, calabrese, vive a Firenze

 

Commenti

 

Amarezza e freddezza nel controllo (che sembra autolesionante) del linguaggio; un mondo diverso per ogni verso. Crisi.  Giuseppe Alizzi

Non facili, queste poesie di Giuseppe Panetta, e potenti. Da leggere e rileggere, perché ad ogni nuovo scorrimento qualcosa di diverso resta catturato in memoria. Tre poesie d'acqua, nel senso del tremolio, delle sovrapposizioni, delle deformazioni ottiche ed estetiche delle cose fluide osservate dall'esterno o, con ancora più vigore poetico, del punto di vista dell'occhio sott'acqua: scrutare la terraferma e le sue ironiche, tragiche realtà.  - Luca Mingioni