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La Musa Last Minute
In bagno prima d’ogni scomparsa Strisce di bianco sulla tavolozza La catena di Nefele nuvola E di Orfeo il trampoliere ottico
Si canta il gospel e si sfoglia il gossip Si vola capaci di vivere quel tanto Di farsi bozzolo e mai farfalla La Musa dura pochi minuti
Acquafredda
Come una rosa rossa che nelle carni Dei petali matura foglie e spine Scempiaggine della brina che scende Sul tarlo acquoso per turiboli Sulla brace del silenzio condito Di pulviscoli che prendono il consenso Delle parti smosse a bottarga e tranci Di mattanza sullo scalino del tordo
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La povertà dell’osso non impressiona Il cipiglio dello zigomo riposizionato Zampe in brodo di rilassamento cutaneo Cornea del teschio grasso di collagene Schizzi di vista a mare suturata Seni paranasali e sguardo botulino Lo schianto del calco vuoto imprigiona Le formelle nane conformiste scalogno scaldapiatti buccia spiona Sedano sedato staio sminuzzato Pianto d’aceto e sale quanto basta Funghi trafelati e risi amari Carabattole d’aglio elemosino Mescita di gambi gobbi e gangli Di ventrigli nerbi guazzabugli Odori di favori e gioie sapide Fonti del quadrivio fracco d’acqua Sgroppo di reni turbine di schizzi Di molecole inzuppate nel reale Zampillo di zinne porporine Atomi d’idrogeno che lottano Acquerugiole e febbri mammoline Oasi di rimescolate sabbie Pelo di stilla castorina e filo Bianco su volto nero d’acquatinta Che sorprende e rompe i ponti.
Giuseppe Panetta, calabrese, vive a Firenze
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Amarezza e freddezza nel controllo (che sembra autolesionante) del linguaggio; un mondo diverso per ogni verso. Crisi. Giuseppe Alizzi
Non facili, queste poesie di Giuseppe Panetta, e potenti. Da leggere e rileggere, perché ad ogni nuovo scorrimento qualcosa di diverso resta catturato in memoria. Tre poesie d'acqua, nel senso del tremolio, delle sovrapposizioni, delle deformazioni ottiche ed estetiche delle cose fluide osservate dall'esterno o, con ancora più vigore poetico, del punto di vista dell'occhio sott'acqua: scrutare la terraferma e le sue ironiche, tragiche realtà. - Luca Mingioni