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Carmelo Parisi
Virtù,danno e condanna l’onor rigenerato
Cantar della tua vita l’andamento non è certo desio l’aver voluto ‘che tanto ognun ,ha suo risentimento per quel che venne poi,onor caduto
sebbene sempre di virtù forbito cedesti a quella strana sensazione, preda di lusinghe e tanto ordito, l’agir contro ogni regola e menzione
d’altrui seguisti il fare disinvolto cercando accaparrar consensi ma nel tuo cuor non era ancora svolto il saper far d’inganni,osanna e incensi
cadesti nella trappola,che ognun sovente inganna, credendo bianco fosse il nero,pur anco con ardore, e quanto derivò d’infamia e di condanna non disse il vero,non punì del male,vero autore
lacrime e pene sono state tue comari dolore e danno spargendo a destra e manca del non lasciar lietezza nei tuoi cari il corpo geme e l’anima è gia stanca
finchè ritorna, del tempo il suo passaggio unica cura che bene e mal trascura, veder vivere ancora tua fede, tuo coraggio, ne sarà giudice Iddio, lenendo tua tortura
dell’uomo ,ad accettar condanna,allor supino sapendo nel tuo cor giusta sanzione l’aver sbagliato non vuol dir declino desio recuperar l’onore è gia benedizione
e che l’onore tuo recuperato sia, d’aver lasciato il male al tempo andato, ne sarà prova il debellar malinconia e regalar ogn’or sorriso a perdi fiato 2
e se perseverar diabolico risulta l’errare è umano, chi non lo sa del bello e bene ognun felice esulta e non si chiede certo chi nasconda verità
a te che di virtù eri guarnito che ,sol per caso avverso,quel rio ascolto desti al truffaldino dir nei lestofanti insito, giunga serenità per vita, tuoi veri panni vesti
sarà ritorno, all’esser tuo primiero di fede e di giustizia l’animo tuo sia pieno, come nel tempo in cui,padre tenero e fiero curasti tua famiglia,forza di vita in seno
ritorni dunque nel tuo esser, nuovo ardire acch’è chiunque voglia,sappia nuovamente dare stima e rispetto per ciò ch’è l’avvenire e discordar mancanze per nuovo dì, guardare
E in fin dei salmi ognun ricordi sempre il dir che vuole tanti denti in bocca per quel che tutti,conoscendo loro tempre, vano sarà saper ciò che a ciascuno tocca
ritorna ad esser oggi,l’uomo di ieri sappi destar in tutti simpatia e calore fai che gli atti tuoi ,solo di pace sian forieri e in tuoi vicini, tuo fervor, sia solo amore.
Uomini e donne acume del creato
Ogni essere vivente è nel creato linfa attiva, umor che prende vita e si misura col proprio agir sempre condizionato a farsi preda altrui,o far sua preda ,altra creatura
lotta per vivere che sempre ha dominato in fauna d’ogni razza e dimensione che sol d’istinto la legge ha praticato ‘che l’erogar pietà e giustizia non fu la sua mansione
ma nella folta ressa di animali sulla terra ebbero a imporsi,d’astuzia e di virtù forniti, l’uomo e la donna ,fin’anco con la guerra, ‘che nell’intelligenza furon d’acume insiti
grande fu dell’uomo nascita a completar creato di certo il cielo intero rese onore al Sempiterno che creatura pose in eden, a sua immagine, beato pria di dover ,causa il peccato,aprir porta d’averno
creati dall’esser Superiore a dimension diversa, così ci dice e crede gran parte del sapere , a sceglier loro agir con decisione sana o avversa, non gia d’altrui l’ordir, ma per preciso lor volere
forti e coraggiosi, miti o timorosi a ricercar ogn’ora ,di nuova cosa,l’invenzione han visto trasformar nei secoli l’osmosi di quell’odor selvatico ,cui niuno a più menzione
di civiltà vestiti, guarniti di profumi e di presenza lasciate grezze spoglie d’animale a rinforbir la mente, di cultura e conoscenza non viver terra terra,ma ben saper di vita,suo rivale
e quando infine , ognuno giunge la chiamata, ‘che per ciascuno l’eden ha cessato ogni suo scopo, al pari d’animal , l’uomo, completa sia la sua regata, si predispone a rendere quel corpo a chi v’è d’uopo
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così quel gran paniere di virtù ed acume insito che molti han ricevuto e coltivato in questo mondo a cavalcar le cose ,abbatter d’animali all’infinito sarà ridotto in polvere, sarà di questa terra proprio il fondo
allor tutto il creato ,che nascer d’uomo avea osannato di nuovo lo vedrà con la sua donna, che pria eran signori supini e miti compier d’infinito il suo dettato, l’alma tornare al Creator ,che corpo infin si deteriori
sarà rivalsa di natura , creata all’uomo per contorno veder cadere, superba e superior ,quella figura con il lasciar potenti impronte tutt’intorno, senza mai più, porre comando oppur premura
capir potrà ogni creatura, del creato non esser l’essenziale e se linfa vitale , agir del mondo chiamerà, al suo chiuder di vita, sia uomo essa o animale, dell’esser suo, quel niente, al Creator, supina renderà.
L’uomo che vorremmo
Ho com’è triste questo mondo tempestoso senza quel’uom dal fare e dir sempre armonioso che il cuore a tutti aveva aperto e poi donato senza guardare in viso a chi lo aveva dato senza voltar le spalle mai a nessuno tendeva la sua mano verso ognuno
belle ,mediocri o dure unico nel dir le cose tutto diceva ,non solo rose, e se taluno rimaneva male subito a rincuorarlo,ci sapeva fare buono con tutti senza mai portar rancore sapeva dare sempre tanto amore
il pane lui per se non tratteneva se della fame altrui lui conosceva e se qualcuno in vita avea sbagliato convincerlo sapea del suo reato e con paziente e luminoso dire la via del ,ben agir, facea capire
mai si appropriò di cosa altrui mai fece danno anche nei tempi bui anzi del suo sovente seppe dare e generosità e grande cuor fu sua comare ‘che meraviglia e gran sorpresa a tutti estese quando d’ogni suo ben spogliò le sue pretese
nulla mai disse che potea far male ogni momento e confessandosi trovò con pentimento di non aver mai detto una preghiera per ottenere perdono da chi più non c’era se a volte avea mancato con il richiesto aiuto non donato
egli qui non è più o forse se n’è andato certo dal Sempiterno richiamato ‘che dirci non può più suo fato o forse in realtà non è mai nato noi lo vorremmo ancora ritrovare e le sue stesse doti rievocare
forse vorremmo prendere il suo posto e che in noi non restasse mai nascosto forse vorremmo tutti il suo essere clonare e il mondo d’uomini davvero rinnovare forse vorremmo in realtà notare vera di un uomo nuovo e migliore la chimera
vorremmo ch’egli fosse onesto e più sincero perché dicesse all’altro tutto e solo il vero ‘che dal nostro, in questo mondo, esser comune uscir potesse un uomo immune da ogni azion malvagia e negativa e desse a tutti noi,del vero ben, la prospettiva
Carmelo Parisi è pensionato ed abita a Prato |