Premio Turoldo - 6° edizione

            Antonio Fiori

                    


 

 

Riaversi

 

Riaversi, tornare a possedersi

rimanendo distanti, caldi i corpi

e i ricordi, i luoghi freddi

irraggiungibili, abitati da altri.

Ridestarsi e trovare pretesti

nuovi per incontrarsi, temendo

invece di rivederli i volti.

Alla fine diradare occasioni

e chiamate – scherzarci

tristemente, entrambi

sugli incontri mancati.

 

 

***

 

Proteggere il segreto

senza che l’imponga un giuramento

e compiere così come un dovere

o un rito ambivalente

che nessuno ha prescritto.

 

Anche qui, tra gli spazi

che dividono parole

e pochi significati, lo proteggiamo

questo chiaro, evidentissimo segreto

-  senza darlo a vedere

addirittura svelandolo.

 

 

 

***

 

Dar fuoco a queste carte

e riprendere il viaggio disarmati

all’alba, senza lacrime.

  

 


 Antonio Fiori, di Sassari, è fiscalista nel settore del credito

 

Commenti

Poesia che tematizza, in un certo senso, l'incapacità di comunicare e un conseguente senso di solitudine esistenziale dal quale il poeta cerca un varco, una vita nuova, nella metafora del viaggio e dell'alba.  Versi di buona fattura ma trovo che l'uso reiterato dell'infinito li spersonalizzi un poco, togliendo loro la forza della comunicazione diretta, la presenza attrice (l' "io" personale e poetico o il "noi" collettivo) e relegando le situazioni descritte in un limbo (il limbo del "si" impersonale, una specie di corazza o di diaframma che rende problematico "sentire" la forza della comunicazione).  Sergio Zani