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Antonio Fiori
Riaversi
Riaversi, tornare a possedersi rimanendo distanti, caldi i corpi e i ricordi, i luoghi freddi irraggiungibili, abitati da altri. Ridestarsi e trovare pretesti nuovi per incontrarsi, temendo invece di rivederli i volti. Alla fine diradare occasioni e chiamate – scherzarci tristemente, entrambi sugli incontri mancati.
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Proteggere il segreto senza che l’imponga un giuramento e compiere così come un dovere o un rito ambivalente che nessuno ha prescritto.
Anche qui, tra gli spazi che dividono parole e pochi significati, lo proteggiamo questo chiaro, evidentissimo segreto - senza darlo a vedere addirittura svelandolo.
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Dar fuoco a queste carte e riprendere il viaggio disarmati all’alba, senza lacrime.
Antonio Fiori, di Sassari, è fiscalista nel settore del credito
Poesia che tematizza, in un certo senso, l'incapacità di comunicare e un conseguente senso di solitudine esistenziale dal quale il poeta cerca un varco, una vita nuova, nella metafora del viaggio e dell'alba. Versi di buona fattura ma trovo che l'uso reiterato dell'infinito li spersonalizzi un poco, togliendo loro la forza della comunicazione diretta, la presenza attrice (l' "io" personale e poetico o il "noi" collettivo) e relegando le situazioni descritte in un limbo (il limbo del "si" impersonale, una specie di corazza o di diaframma che rende problematico "sentire" la forza della comunicazione). Sergio Zani
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