Premio Turoldo 2008 - 6° edizione

            Lucianna Argentino

                    


 

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Non è che l'ombra del silenzio

questa parola che irrompe

e sgorga necessaria come tutto il bene

che in questo momento è compiuto

nel basso della terra

e si misura ad altezza d'uomo.

 

 

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Rientrano nel chiostro serale

le nubi, infilano la cruna dei campanili

tessono l'attesa

la disciplina dello sguardo

posato su un mondo in calo

sciupato ed esangue

per la cui salute mordo la pelle di Dio

e mi lascio mordere

perchè ogni attimo possa dire

l'eterno che contiene

senza morirne.

 

 

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Abbiamo ossa cave

per non affondare

segno, pure questo,

che siamo progetto,

che chi ci fece nudi e poi ci vestì

chi ci insegnò a parlare

disse poi all'angelo di passarci

un dito sulle labbra

perchè restasse in noi memoria

dell'indicibile,

perchè fosse la nostalgia

a muoverci al dire

e ci ritrovassimo come mosconi

a cozzare contro il bianco della pagina.

 


Lucianna Argentino vive a Roma