Premio Turoldo 2008 - 6° edizione

            Alberto Becca

                    


 

 

 

ASTICE

 

Astice

Ascoltami

Apri la mente

Accogli il messaggio

Alza lo sguardo sui miseri pesci

Avviliti e stanchi ma che con coraggio

Anèlano uscire dal mare per

Approdare a una terra , felice, e diventare

Aironi, puledri o

Altri animali.. pesci che ora

Attendono ignari gli

Ami e le reti di pescatori..

Assurdo destino

Atavico viaggio

A salire dagli abissi e le onde fino

Alle fauci di esseri umani

Avide, ingorde e profonde

  

 

 

L’ IPERBOLE

 

Immenso , incommensurabile, introvabile

E molto altro ancora

È l’ uomo che lavora

Curvo sul bancone lurido, così labile

 

E così evanescente nel suo poco parlare

È l’ uomo quello vero

Intimamente sincero

L’ uomo tutto d’ un pezzo capace di amare

 

A fondo giù nell’ abisso e nei falansteri

Più reconditi e velati dell’ anima

Dove l’ amore mostra i connotati

L’ uomo dall’ io cristallino, senza misteri

 

 

DOMENICHE

 

Ecco la domenica

O qualcosa che le assomiglia

Florilegio o bonsai

Festa della famiglia

Degli uomini e donne assenti

Delle badanti e dei cani

Onomastico sconosciuto

Di tutti gli esseri umani

 

E’ sempre domenica

Nella basilica vuota

Del parroco di campagna

Del catechismo, della ruota

Del tempo che implacabile gira

E ogni movimento

Pesa e trasforma la festa

In un silenzioso tormento

 

Penso alla domenica

Degli sparuti turisti

Dei tifosi devianti

Dei marciatori , dei ciclisti

Delle coppie clandestine

Delle hostess a pagamento

Un giorno imperituro

Solido come il cemento

 

Giorno dove la solitudine

Trabocca dai bicchieri

Nei circoli , nei bar

Fra i discorsi di ieri

E le risate di domani

O la televisione accesa

La domenica del cinema

O di una visita inattesa

 

Attendo la domenica

Come un incubo, una partita

Dove non si vince niente

Ma si aspetta che sia finita

Grida di ragazzi

Nel cortile con il pallone

Odore di pasta e sugo in bollore

Lenzuola sul balcone

 

Impegnativa è la domeniche

Di chi lavora o riposa

Cercherò di non fare ritardo

Come il treno o la sposa

Di non essere impreparato

O più insicuro di così

Al magico appuntamento di ogni lunedì


Alberto Becca è medico e vive a Bologna