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Premio Turoldo 2008 - 6° edizione Anna Maria Cardillo
STAMATTINA, ANCORA UNA MORTE IN CANTIERE
Hanno detto di te che sei morto stamane alle sette, in silenzio venuto giù da quei pali che aspettano un sole ancora a quell’ora assopito nella nebbia rafferma di un paese qualunque del nord dove vivono i ricchi e neanche un amico. E che l’unico grido che ha fatto da eco al tuo volo è stato l’abbaio spaurito di un cane, venuto, curioso, a leccare quel sangue che copriva il tuo viso d’un altro colore.
Hai lasciato di te poco ancora: un nome straniero, mai scritto in nessun libro paga, e una misera branda disfatta, dove dare il sapor dei ricordi ad un pezzo di pane e una birra perchè per i sogni, a doverli comprare, non avevi denaro nè giorni abbastanza.
NOI BAMBINE GIOCAVAMO A CAMPANA…
Noi bambine giocavamo a campana, ritagliando col gesso quadrati sui marciapiedi tiepidi di primavere piene di promesse. Di quadrato in quadrato, filastroccando, saltavano bianche calzette mentre merende di pane zuccherato, da sole, ad addolcire i sogni. Sui numeri volavano gonnelle a pieghe alla buona cucite dopo cena da madri rassegnate, con l’ago e con la vita in fila a metter punti, da sempre uguali a sempre.
Bambine, domani saremmo state altre donne… per noi ritagliando col gesso fondali diversi alla storia e, indossati costumi di scena su identiche rassegnazioni, avremmo, saltando tra i giorni, invecchiato con rabbia rintocchi delle stesse campane.
Lavoro d’ago
Quando il giorno ha già messo le scarpe e da est riprende il cammino, io ancora rammendo i miei strappi di ieri a una vita che ha perso la trama e l’ordito fra odi ed amori mancati e favole spente ogni sera col lume. E’ una vita, la mia, ormai tutta passata fra mani bugiarde di illusioni guantate che, fingendo di dare sole e luce ai miei giorni, han rubato finanche foglie e fiori alle notti. Polvere solo resta sulle mie dita che ora inutili stringo incapaci perfino di sorreggere l’ago e lascio, ormai arresa, che di strappi e ferite sol la cipria del tempo ricucia i principi alla fine.
Anna Maria Cardillo abita a Roma
E’ nella poesia che ci si rivolge per “allontanarsi” con la mente dalle proprie angosce, ma anche per percepire emozioni particolari, emozioni che né internet né i mas-media possono procurare. Il lettore che si accosta alle composizioni di Anna Maria Cardillo, scoprirà immediatamente il fascino di una poesia ricca di motivi vivi e attuali, espressi in uno stile fresco e coinvolgente: entrerà immediatamente in sintonia con l’autore e nello stesso tempo scoprirà nelle sue esperienze tanta parte di se stesso.
Non sempre si è disposti a leggere poesie, forse quando siamo particolarmente allegri non lo facciamo e rimandiamo la lettura ai momenti in cui si ha bisogno di stare con noi stessi per esaminare con calma le sfumature della vita. Trovo in quei momenti, con la lettura delle poesie di Anna Maria Cardillo l'esatto equilibrio e conoscenza anche metaforica delle cose, che sembrano un nulla ma che si presentano con mille sfaccettature agli occhi di chi legge. IL SILENZIO può sembrare a noi tutti una entità immobile, ed invece con la penna di Anna assume sembianze, forme, movimenti, parla, canta, ti aiuta quando occorre e ti accompagna coerente nell'estremo saluto alla vita. Grazie Anna. - Italo D'Uffizi
La poesia di Anna Maria Cardillo è un ricamo fatto con le parole. Qualunque sia il soggetto dei suoi scritti sa tessere sull'animo del lettore un ricamo, appunto, i cui colori sfumano dai toni cupi a quelli luminosi di tutta la gamma dei sentimenti, che parlano della vita con le sue luci e con le sue ombre. Nella poesia "Stamattina ancora una morte in cantiere" è felicemente riuscita in poche righe con semplici, ma incisive parole, ad esprimere tutto il dolore che provoca una morte accidentale sul lavoro, amara e prematura conclusione di una vita, nonché crudele interruzione di ogni sogno, indipendentemente dal colore della pelle, età e nazionalità. Questo è il mio commento. Laura Marchiò - Roma
brava anna maria, è talmente solare la descrizione che per un lungo momento ho pensato che stavi parlando di me......della mia vita passata, presente e futura... noi bambine giocavamo a campana: centodieci e lode! - mary palmieri
Queste tre
belle poesie "magiche e delicate" pur nella crudezza dei contenuti mi
suggeriscono queste riflessioni. La disperazione per una vita d'inferno,
la speranza per un'esistenza migliore, la solitudine e
l'indifferenza per l'uomo diventato solamente un numero con anonima,
tragica fine. Un'altra esistenza vissuta nell'affanno della
quotidianità e sogni che continuamente si infrangono nella
delusione che spegne tutto, forse anche la voglia di continuare a
provare ed osare. Tanta struggente nostalgia per i ricordi di
gioco della nostra infanzia, con il quadro delle nostre madri
rassegnate - nell'ombra - a metter punti da sempre uguali. Noi,
quelle delle calzette bianche, abbiamo anche tanto lottato per un futuro
diverso, ma quanto è veramente cambiato? Molto poco purtroppo!
Comunque la lettura di queste poesie mi lascia dentro tanto calore.
Gioia Marantonio La morte silenziosa, che ruba i sogni in un giorno qualunque, frantumando il futuro! Un nome difficile da ricordare … Un ricordo fresco come quell’età passata, che nella memoria ancora profuma di fiori appena colti … L’immagine di una vita che scorre “tra strappi e ferite” e triste realtà di un tempo perduto, raccolto nello scrigno prezioso della memoria. Nulla si perde del tempo vissuto, tutto pesa nel cuore di un poeta. Annamaria Cardillo, con i suoi versi delicati, leggeri come bisbigli dell’anima, ci raccoglie accanto a sé, ci invita a soffrire e sognare con lei, cuce i cuori con parole d’amore, con immagini di dolore quieto, assopito. Entra nella nostra anima in punta di piedi, discreta, ma lascia in noi emozioni forti, incancellabili, con liriche che solo una poetessa “speciale” come Annamaria sa fare. Sono liriche queste che “rischiarano” l’anima come l’alba di un giorno nuovo e gocciolano nella mente come brina fresca … il sapore d’amaro scompare oltre l’orizzonte, grazie al suo delicato “abbraccio lirico”. Marisa Provenzano
Un bravo ad Anna Maria Cardillo le tre poesie sono tutte molto belle. Per affinità con il mio modo di vedere la vita scelgo fra tutte "lavoro d'ago". Il fatto di ricucire giorno per giorno gli strappi della vita è un modo di vedere le cose che da sempre mi appartiene. Quello che lei descrive in questa poesia è come se uscisse magicamente dai miei pensieri. - Assunta Palmerio.
Tutte le
poesie composte da Anna Maria CARDILLO mi hanno sempre molto emozionato.
In particolare, tra queste tre, sono rimasta profondamente colpita da
"Stamattina ancora una morte in cantiere". Purtroppo le morti bianche di
lavoratori extracomunitari sono all'ordine del giorno: tu hai
saputo rendere appieno la mesta condizione -economica, sociale ed
interiore - di questi poveri lavoratori i quali non hanno "denaro nè
giorni abbastanza" per comprare sogni. Brava Anna Maria! - Daniela
Ambrosi Effettivamente, pur senza i toni così entusiasti dei commenti che leggo, questa poetessa ha una scrittura incisiva e l'apparente dilungarsi (la cosa che a mio avviso dà fastidio leggendo le poesie) non è mai fine a se stesso: si consideri inoltre che sono versi molto brevi, anche se sono tanti e soprattutto esprimono contenuti di giusto rilievo. Gli unici aspetti che mi lasciano perplesso riguardano proprio la metrica. D'accordo per il verso corto nella prima poesia (rende con efficacia una specie di respiro drammatico nella recitazione, che si abbina al tema) ma non nella seconda e nella terza, che necessitano di un verso lungo e fluente, lo chiama a mio avviso un'esigenza di tono e di contesto. Il tono infatti ne soffre, la prosodia rimane come ingessata, come una pianta che abbia un vaso troppo piccolo nel quale dover crescere. Sergio Zani
La poesia di Anna Maria fatta di
immagini, di testimonianze, di crude realtà, di ricordi, non lascia mai
indifferenti poiché smuove
sentimenti profondi siano essi di quiete, di dolore, di rivolta, di
passione, di felicità.
Brava Anna Maria e grazie ancora per le tue liriche che lasciano
emozioni forti e indelebili. La lettura delle poesie della cardillo è una parentesi dilatata di vita in un’altra dimensione o meglio … si perde finalmente la realtà che ci circonda e si comincia a fantasticare ,a rincorrere l’infanzia ,la gioventù….e l’amore! Ci crea anche interrogativi angosciosi che vorremmo spesso evitare perché per un edonista come me è dura leggere questi versi ,ma ne sono attratto e mi arricchiscono anche ! - Arturo Perna
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