Premio Turoldo 2008 - 6° edizione

            Renzo Favaron

                    


 

 

 

Rondone

 

...ora non s'aggira

dove l'uomo ha la sua casa,

a meno che non sia vuota.

Si dice sia il più veloce,

un fulmine celeste,

come il figlio della luna.

Creatura immateriale, d'aria

e luce, ma dalla forza feconda.

Uno che non si lascia trovare,

tranne in luoghi inaccessibili,

segreti.

           Portato in grembo

dall'umile e alta madre,

è lui il messaggero,

            il più degno.

Sutura la distanza

come un filo di refe

da oriente a occidente.

Uccello che sa solo

ciò che fanno le ali

e che reggono.

             Fino a sera,

ma così madide di sole

                       che la luce dura

                                    ancora un'ora.

 

 

 

Commedia

 

Ieri, sempre lo stesso sole,

separava i luoghi della commedia

amorosa, indietreggiando

nell'alba, dopo aver fatto

più chiaro il giorno.

 

Era il prolungamento dell'estate,

una presenza invisibile

come il calore

delle lenzuola disordinate.

L'incoscienza dei corpi

precedeva e seguiva

il desiderio e il piacere

degli amanti, come se il centro

della città ospitale

dovesse essere celato

e dal nulla si risvegliasse

il primo e l'ultimo abbraccio,

esile la aggiunto al suono più grande.

 

Oh, petit, sai bene che ci siamo

toccati quanto più ci abbandonavamo

e così abbiamo lasciato

l'amore più solo, da ogni luogo

estraneo a se stesso

-ma in una sua compagnia

dove risuonavano più chiari

i nostri echi...

 

 

 

Maternità

 

Guarda come sono poco.

Un lattante.

Ma più fuori.

Punto e linea.

Tu prima,

tu, piena di grazia,

come per un nuovo battesimo.

Fa,

libera il tuo seno,

Cynthia, perché sia

perfetta la scena.

Sì, guida le mie labbra,

tu, Madonna, tu Madre,

tu, Acqua Solare.

Qui, adesso, immergi

tutto il corpo,

la pagina in cui entra

il tuo grembo

per nutrirla, per nutrirla.

E guarda,

parola dopo parola,

goccia dopo goccia,

due farsi uno,

come lassù

dove l'edera è cresciuta

e la torre non può farne a meno

senza franare.

 


 Renzo Favaron abita a S. Bonifacio (VR)

 

 

Commenti

 

Non è il Favaron che ho letto in una raccolta di alcuni anni fa (edita mi pare da Lietocolle), duro, polemico, affilato e spietato.  Qui trovo un poeta elegiaco, un po' intimista e quasi pascoliano, un aspetto di lui che non conoscevo.  Però il mestiere si vede e la poesia è comunque vera, il verso sicuro, l'investimento emotivo notevole.  La fragilità è solo apparente.  Sergio Zani