Premio Turoldo 2008 - 6° edizione

            Giacomo Giannone

                    


 

 

  

Notte alle Molinette

  

        E’ notte,

nei corridoi bisbigliano

caute voci, passi sospesi,

sospiri d’attese deluse, lamenti,

dalle porte socchiuse

baluginio di bianchi capelli,

vestaglie disciolte.

 

Si dorme, non si dorme,

affiorano lontani ricordi,

insieme si sta nelle stanze di

ducotone imbiancate,

             insieme si sta

e si è soli.

                        

                         E’ notte , 

                                    si inseguono le stelle

                                    a miriadi nella volta di vaghi

pensieri, naviga una zattera gigante  

su acque di fiume silente.

 

          - Non piangere nonna,

domani tuo figlio verrà. -

 

Scende la nebbia volteggiando lieve,

leggera ai vetri delle finestre

si porge, si posa, a gocce scivola,

lacrima

su lisce guance rubizze.

 

Piange la notte alle Molinette,   

mongolfiera nel buio ruotante,

astronave d’anime dolenti.

                                                                        24/09/07 

 

 

Sonnecchia il mare

 

l’onda alla scogliera

si frange

un cadavere fluttua

sulle scure acque

fagotto di screziati cenci

 

allo sperone della roccia

grande s’avvicina

vi sbatte ravvolto

tumefatto

s’allontana scompare

emerge rimpalla

 

bianchi gabbiani a frotte

in volo bislacco

lo seguono

 

sonnecchia il mare

indifferente si trastulla

al grido d’angoscia dell’

umano dolore

 

ha sete di sangue

di morte il mare

amico-nemico crudele.

 

 

 

Erano 100 e forse più

 

Si arena la carretta

del mare

sedici  i morti sulla spiaggia

e solo agavi e giunchi

a guardia di tanto

squallore

 

Una nave incrinata

spezzata sulla battigia

s’adagia

cadaveri d’uomini nudi

sulla sabbia attendono

mani pietose

 

Erano 100 e forse più

 

Alcuni il fato ha salvato

e stanno di paura

e freddo tremando

sul pavimento sdraiati

di un improvvisato pronto

soccorso

 

Fuggivano la fame

e gli inganni di una terra

d’eterni conflitti

altri forse in fuga

alla ricerca di un domani

o forse dal mare sommersi

 

Erano 100 e forse più

 

Si conobbero appena

giovani anziani donne

bambini

in un tratto d’acque

incupite per un viaggio

di fede di speranza

 

Erano 100 ora non più

 

                                 29.10.2007


 Giacomo Giannone abita a Marzara del Vallo

 

Commenti

 

Versi solidi, spiazzanti come macigni di marmo michelangiolesco quelli cui ci ha abituato Giacomo Giannone che ci lasciano  attoniti e stupefatti come la Pietà Rondinini appunto. Caratteristiche già notate da Gian Mario Lucini in “ un Agurio di natale un po’ strambo”-poiein natale 04 … lo spunto

che mette un’aria nuova in poesia, un’aria più aperta, orizzonti più ampi, una prospettiva…

In queste tre poesie Giannone sembra dirci che le nostre storie sono individuali, ma il nostro destino è comune: questa “mongolfiera nel buio rotante\ astronave d’anime dolenti” è sì la terra , ma una terra d’eterno conflitto, dove “ insieme si sta ma si è soli” e più oltre “ si conobbero appena\ giovani, anziani, donne, bambini\ in un tratto d’acque incupite\ per un viaggio di fede e di speranza”…

E’ la zattera della Medusa dipinta da Gericault: sui volti di quegl’infelici si legge il terrore ,la paura, la morte; ed i nostri occhi lacrimano sale, che va ad unirsi ad un velo di malinconico pudore come “nebbia volteggiando lieve ai vetri delle finestre” in quell’invocazione “non piangere nonna\ domani tuo figlio verrà…”  CESARE LOREFICE

 

non so se è poesia o no... come dice qualcuno... dipende sempre dal metro che si usa!  A me, non avvezzo alla misurazioni, piace ed emoziona molto!  Grazie Giacomo - Ivano Sallusti

 

"Sonnecchia il mare indifferente si trastulla al grido d’angoscia dell’umano dolore..". Trovo questi versi significativi non solo dal punto di vista stilistico. Complimenti. Auguri. Antonella Montalbano