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Premio Turoldo 2008 - 6° edizione
Fiammetta Giugni

da: VERSI INCOMPIUTI SULLA FORMA DELLA
CROCE (inedito)
per un parto di fuoco
(e io discendo dalla tua stessa fiamma)
per l’aprirsi delle braccia
(come ad arrendermi)
sei venuto a una Forma
e io non ti posso più prescindere
ti forgerei nel ferro
o nel sasso
per ogni esempio di materia dura
ti riformerei
e chissà con quanta grazia
riposeresti nel legno
se solo potessi legarti
o inchiodarti
non è che non c’è legno
o sasso o corda o chiodi
e non è che non ci sia
bisogno di riposo
(se riposassi tu
ritroverei la notte)
è che nell’abbondanza
non è rimasto niente…
… ma quando la mia mano
volando passa
(per la mia mente
per il plesso
e per il giogo libero
d’associazione e dissociazione
delle articolazioni)
e sfiora e tocca
non c’è davvero niente
di più leggero e forte
volontà e costrizione
ampiezza e riduzione
volo chiuso
aperto carcere
***
io credo troppo ripida
l’ossatura del salto
da cui discende
e sento lo scompenso
che si aggiunge
per vastità tremenda
del distendersi
penso sia troppo dura
la sostanza
per contenere il senso
***
vorrei segnare
d’eterna verticalità
l’umore lungo estasiato
della mia natura
mentre alla forte impronta
dei miei seni
consegnerei
la dismisura orizzontale
sarebbe l’unico
congruo
modo per comprenderti
Fiammetta Giugni
è medico veterinario - vive e lavora a Sondrio
Commenti
Linguaggio robusto, essenziale, che ben
descrive una tensione quasi ascetica, che sembra materializzarsi nella
croce stessa, nella nudità senza fronzoli dei riferimenti simbolici,
fortissimi e ben integrati nel sostrato emotivo che sostiene le tre
composizioni. La forza del simbolo pervade tre piani (il legno o la
materia, lo spirito, il corpo) in una sola costruzione essenziale ma
insieme grandiosa e plastica, che disegna una linea precisa, ascensionale
(ascetica appunto) che esprime un attimo, un big bang emotivo di
straordinaria forza. Autrice molto brava - mi chiedo come mai
non ci sia nulla di suo in rete. Sergio Zani
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