Premio Turoldo 2008 - 6° edizione

           Cesare Lorefice

                    


 

 

 

IL SUON DELLA SUA VOCE

  

Il mare che cammina

più alto dell’orizzonte

non riesce a salire

sulla rena e sciaborda

alla risacca la sua canzone

mi cresce la paura

di non ricordare più

il suon della sua voce

ma tu Dio di perdono

amore e di pietà

ti prego fa che

non dimentichi

il suon della sua voce

lo squittìo del suo bacio

canto d’argento

che diventa luce

mi muove la voglia

di tenerci ben stretti

di pronunciare parole

troppo taciute.      

 

 

 

LE FINESTRE DEL CUORE

 

Effemeridi creature

d’un attimo

mai sazie di sole

usciamo da bozzoli

oscuri

instancabili falene

ebbre di luce

in cerca d’amore

perseveriamo a battere

la testa contro

fragili vetri

le finestre del cuore

senza scalfirle

aspettando chi

si degni aprirle

d’un attimo

un guizzo di calore

poi nulla

perseveriamo a battere

la testa contro

e a soffrire.

 

 

 

RISVEGLI

  

Animati risvegli che il futile

e l’inutile non confondono

visioni apparizioni barlumi

lampi…

la mente è un lago

di sorprese di colori accesi

di desideri vivi palpitanti

lo scivolare dei pensieri

vedere ciò che non può

esser visto dagli occhi

la mente avida ricrea

situazioni luoghi persone

quante sensazioni perse

e ritrovate …

Qualche volta è meglio

lasciare liberi i pensieri

e l’occhio galoppare

 


 Cesare Lorefice, siciliano di Marzara del Vallo, vive e lavora ad Adria

 

Commenti

 

Tante idee, ma non è poesia. Saluti. G. Verde

 

 Sempre sorprese ci riserva Lorefice quando scrive; il suo linguaggio procede per asindeto, appare spezzato ma é denso di significati che con fatica si scoprono perchè schermati da intima commossa partecipazione. Pennellate di picassiana fattura sono i versi di Cesare e bisogna leggerli non una sola volta ma tante per gustarli e comprenderli. E’ meritata, per il mio modesto giudizio, la tua affermazione nel mondo della poesia : tu vivi la poesia, vivi di poesia. Il tuo sguardo, la tua voce è sempre serena. E come la tua voce, volano serene le tue parole, si fanno versi, cadenze, musica, suoni, e al lettore donano sollievo. Giacomo Giannone