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Paola Loreto
Figlio naturale
È una tenera insenatura, come un fagotto incommensurabile nell’incavo del braccio di una madre che lo guarda dall’alto di un cielo terso, infallibile. La roccia si piega piena d’amore e protrae ogni strato grigio a circondarlo, ferma. L’acqua mobile le corre incontro, le si salda addosso senza soluzione di continuità. (Si tocca il colore nell’impatto.) Respira increspature. Mercuriale, trascorre inavvertita e porta vita alla terra. Devi svoltare l’angolo per accorgerti di cosa accade, qui, nello sfasciume: c’è un abbraccio di ferro e custodisce la più effimera trasparenza del mondo, che puoi solo sfiorare e non raccogliere nella scodella della mano. C’è un segreto tutelato al monte, permanentemente, che si offre alla vista, ed è il silenzio.
pubblicata in Le voci della luna, n. 40, marzo 2008 e sul sito http://spaziozero54.splinder.com/
L’ultima nata: coro
Padre che non vedrai mai Luce, ti perdono. Padre che mi hai amata, non so come dove e quando, ti ricordo. Hai cercato il mio nome tra mille e l’hai trovato. Hai pagato il tuo tributo a una figlia senza dirlo. Padre che non mi hai abbandonata, apro le mani e ti lascio andare. Sorridi a questo frutto del mio seno tardivo e accompagnalo nel deserto, come sei bravo a fare, tra cardi e sabbia e oasi di rigenerazione. A onore della vita e del vero.
Alpe di Grem
La vita sarebbe camminarti dietro per sempre mentre sali sereno questo monte, la figura più snella che conosca il carattere più libero incontrato sul sentiero. Abbacinata dalla luce in contrasto son contenta che ti perdi via e non ti giri: prosegui sull’onda del trasporto, allarghi le braccia e punti i bastoncini nella terra, respiri profondo e incedi senza sosta. Appoggio gli occhi alla muscolatura che ti guizza sotto pelle, alle gambe lunghe, attorno alla curva rotonda della testa e mi fido. Ma ti volti e mi accorgo che ho sorriso perché ridi e dici: È davvero il sentiero dei bei pensieri, se proprio non puoi girarti senza cogliermi in flagrante reato. È il Grem: la prima traccia nella terra per l’Alpe di Grem, che si snoda da Plazza nei campi coltivati in ogni tempo. Che faccia caldo o freddo non importa: è bene accolta ogni stagione. Il latte va in taleggio fresco ad ogni modo. Paola Loreto, bergamasca, è docente di Letteratura Angloamericana a Milano
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