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Premio Turoldo 2008 - 6° edizione
Giulio Marchetti

Esempi
Chi sottrae la forza al fuoco evitando
l’abuso,
chi sottrae la metà oscura del cielo per
amore
del cielo. Chi sottrae l’ampiezza della
forbice
che serra la vertigine e il precipizio
dell’opportuno, chi sottrae questo rischio
all’evento.
Chi ama volti ignoti e non la sua annessa
curiosità
di conoscerne il nome. Chi ama la perfezione
perché ambisce soltanto a sapere che esiste.
Chi sottrae la traiettoria del libeccio con
un dito
senza esigerne il segreto, chi apprende
soltanto
dopo aver ascoltato. Chi estende il suo
odore
oltre quello del mare, chi prova a
gonfiarsene
il cuore e liberarlo in un soffio.
Intimamente.
Chi sottrae i gabbiani al volo pur sapendo
che il volo continua tra gli spruzzi
quasi argentei a pelo d’acqua. Nonostante
l’errore
degli occhi. Nonostante l’autunno.
Nonostante tutto.
Chi sottrae la verità a questi esili
assiomi.
Chi sottrae l’essenza onirica al sogno.
Chi sottrae la proiezione del sogno agli
esempi.
La voce
Enumerati gli assalti del verbo
più forte. Elusi quasi avidamente
gli sprazzi abulici del torto
e della ragione, compiuto l’amore
da quel salto fugace
sulle tracce del volo, qualcosa resta.
Non è l’aria privata del respiro
che può farsi carezza
e all’improvviso scivolare
sugli avanzi del destino
ormai colati dalla schiena.
Ci sono solo occhi per fissarci
lungamente tra di noi, solo una voce
per gridare lo spavento degli occhi
e sperare che un nome, almeno
un nome si possa chiamare
in questa lucida notte
senza parole.
Il sogno della vita
L’illusione che calpesti è l’amore
che abbiamo perso.
E’ la polvere salita dagli spigoli
fin dentro le ossa.
La polvere che ci stringe le caviglie
è la nostra terra.
Ogni giorno c’è una strada più lunga,
ogni giorno una partenza.
La vita è l’amore che abbiamo perso.
E non ci resta che riviverla negli occhi
appena prima di aprirli.
I tre testi sono estratti dal volume Il
sogno della vita pubblicato dalle edizioni Joker nel marzo 2008.
Giulio Marchetti vive a Roma
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