|
Premio Turoldo 2008 - 6° edizione
Andrea Masotti

Gorki Park
Pittore sposta più in là
sulla panca le chiappe ossute
conosci l’imperio delle cosce di pollo
rosicchi cartilagini
vedi: spirale scende la foglia
trasparente di betulla
e dalla corteccia grigiobianca
fuoriesce un ago
ecco la tela che vendi
dieci centimetri di colori stinti
gravano rubli
poggiala sulla mano
sorridi, è il tuo mestiere
presenta il documento
dell’Accademia di Mosca
vale quanto una tessera annonaria
concentrati a sfumare le fronde
metti in rilievo le nervature
i riverberi della pozzanghera
rotolano i mattini di nuvole
e ogni sera volgono gli occhi
verso il Suv ai lati della strada
sulle gambe lunghe e i tacchi della bionda
che scivolano giù dalla portiera
nato al crocevia
per conoscere centro ed ellissi
sai che avvicinarsi al bello
è un tetro ripiegarsi di cornice
è seguire i volteggi della rondine
racchiuso nella pietra
Autunno sull’Appennino
Ho appreso la gemma della bellezza
dal dolore delle viscere
e i secoli del castello
dallo scalpiccio dei topi
perché sorridi di me ?
il gomito dell’Appennino è
pugno di muro diroccato
di vento gemono onde
l’abisso trafora le
foglie marezzate
sul volto spezzato goccia
vernice d’oro.
Guarigione
Ho biascicato il tuo nome o Dio
fino a confonderlo con la mia saliva
perché ogni errore fosse stemperato
e nascondermi nella tua ombra
ma ora che ho sfiorato il tuo mantello
mi scopro coperto di vesciche
la guarigione che cercavo
è poter sbagliare
Andrea Masotti è
medico e vive a Bologna
Commenti
E bravo il dottore, ha personalità, un verso
asciutto e incisivo, una grazia sorniona ma nello stesso tempo una nota di
stizza e di tristezza, specie nella
prima. E' anche un parlare di sé il suo
verso, ci mostra anche il carattere (evidente o nascosto non saprei)
dell'autore, una certa tensione etica. La seconda è un po' di maniera, ma
sicura. S. Zani |