Premio Turoldo 2008 - 6° edizione

            Marisa Provenzano

                    


 

 

 

I tuoi silenzi

 

I tuoi silenzi

e le note di una canzone

a riempire i pori della pelle

Oltre le persiane

il vento porta

il profumo dei gelsomini

 

Come quel giorno

soli sull’erba

a tormentare le margherite

a raccogliere i sorrisi

sulle labbra assetate d’amore

ignari del tempo

accesi dai sogni

 

Il tuo silenzio

che rimbalza sulle pareti

tra lenzuola disfatte

Gli occhi smarriti

nei tuoi distratti

Domandano perché

il tempo ha cancellato

ogni emozione

senza pudore per il cuore

che ancora attende

un altro bacio

l’ultimo segno

del nostro stare insieme.

 

 

 

Paese senza tempo

 

Piccole case bianche

lungo il pendio della collina

accarezzate dal sole

abbracciate al cielo

Nella vallata

il fruscio dei rami

accompagna i pensieri

e lungo il fiume

si perde lo sguardo

nei bagliori del mare

Paese senza tempo

fatto di silenzi

di sogni

di sconfitte

dilavato dalla pioggia

di inverni sempre uguali

Paese dimenticato

rifugio della solitudine

riparo dei ricordi

sotto grondaie

orfane di rondini.

  

 

 

Ricordo

 

accanto al fuoco

ascolto il crepitio del legno

e mi perdo nel suo linguaggio

vago con la mia mente

e mi sovvengono i giorni

quelli di un tempo ormai finito

quando bambino ti stringevi a me

e parlavamo  a lungo

fino a far notte

e tu ti addormentavi

sul mio cuore

Il giorno mi trovava

a sorridere 

a prenderti per mano

a costruire insieme

i sogni di domani

Raccattavamo la legna

e sulla neve tenera

i tuoi piccoli passi

erano la mia via.


Marisa Provenzano è un'ex insegnante di letteratura italiana.  Abita a Catanzaro

 

   

Commenti

 

Sembra di vederle, come gli spazi bianchi e silenziosi fra parola e parola, quelle piccole case del tuo “paese senza tempo”, Marisa, e udire, distinti, scendendo la scala difforme dei versi, un gradino e poi l’altro, i passi di chi è ormai rimasto bambino, a dispetto del tempo, solo nel tuo cuore di Madre.

Echi, immagini, emozioni col pennello della poesia dipinti nell’aria: poesia magica davvero, la tua, capace di dire e di dare a chi legge ciò che sente e vibra in chi scrive. Questo sa fare Marisa Provenzano col suo lessico semplice, con l’armonia del suo verso rotondo come un morbido seno di donna, che ti scivola dentro senza graffi, né spigoli, risvegliando ricordi e tremori pur noti a ciascuno, momenti da ognuno vissuti e troppo spesso sepolti in un quotidiano uniforme e incolore. Anna Maria Cardillo

 

Queste poesie di Marisa, esprimono un linguaggio fatto di versi semplici, diretti che scaturiscono da sentimenti veri e dal profondo dell'animo di chi scrive.  Ciò è vero quando l'autrice descrive con dolcezza il "paese senza tempo" che, per chi conosce la sua terra, sa di non essere una invenzione poetica ma la realtà di un qualche sperduto borgo calabrese veramente dimenticato. E' altresì vero per la poesia "Ricordo" che dipinge con colori vivi e tanta tenerezza uno squarcio di vita ormai passata.  Giuseppe Celia
E-mail:giuseppe_celia[at]yahoo.it

 

Versi morbidi, semplici nell' immediatezza delle immagini e dei ricordi che lasciano una dolce eco nel cuore. Marisa regala scorci di natura, di calda emozione e rivive l' amore avvolto nella memoria fissandolo con pennellate intense e colorate negli occhi stupiti del lettore. E si snoda attraverso versi di spontaneo sentimento il suo vissuto di donna attenta e sensibile, capace di ricamare sul filo del ricordo un bel quadro di immagini e di parole. Roberta Bagnoli

E rieccoci,siamo con te,sul prato tra le margherite tormentate,in quel letto disfatto in attesa di quel bacio.Ci inerpichiamo su quella stradina che porta al paesino e rimaniamo abbagliate dall’azzurro del mare.E con te siamo seduti davanti al caminetto mentre fuori nevica e con te ricordiamo .... MAGIA,forse è questo che aleggia nelle tue poesie che come d’incanto ci  fa vivere le tue stesse emozioni.E la tua terra,la tua Calabria,fa sovente capolino dai tuoi versi facendoci scoprire la tua anima mediterranea.

                                                                                              Antonella Dell’Orto