Premio Turoldo 2008 - 6° edizione

           Maria Zimotti

                    


 

 

 

IL SILENZIO DELLA COSCIENZA

 

Continuiamo a camminare

in questa nostra indispensabile

vita sociale

 

Correndo senza fermarci

 

Nonostante tutte

le parole accorate

lo sgomento

televisivo

 

il videogame della guerra

ha raggiunto un altro livello

 

Meccanico

questo nostro procedere

nello zapping

 

di sguardi spauriti,

fra le macerie dei nostri sentimenti,

veloci

 

I numeri

le lettere

sono persone

anime di bimbi sotto il nostro stesso cielo

 

Tra tante immagini,

parole

la nostra coscienza ha fatto cortocircuito

 

E' il silenzio totale della pietà

tra

frantumi di civiltà

grafici animati

che non fanno paura perchè non c'è sangue

 

E si può

continuare ad andare

a difendere il nostro stile

di vita

la nostra libertà

di sentirci blindati

 

e dovremmo

camminare più piano

togliere le grate alle nostre finestre

liberare le nostre anime

incastrate nelle lamiere della tecnologia

e il nostro sangue ricomincerà a pulsare

e con esso la nostra coscienza

 

 
 

ROTOLANO I GIORNI

 

Rotolano i giorni

Sgradite sorprese

e il flash di un amore

 

che si fa strada

tra i macigni del destino

 

Rotolano i giorni

nell'ansia di arrivare

a una conclusione

 

che è solo il profumo

di questo rivolo di passione

 

che ristora un poco

dall'afa asfissiante

della cattiveria

 

 
 

LA CASA SENZA AMORE

 

Non c'è ritmo

nella vita spezzata

dall'accumulo di sogni

 

Questo cielo è livido e pesante

come il mio corpo

 

Ha una luce polverosa

come gli amori clandestini

colpevoli

 

Anime silenziose si allontanano

Muti bambini aspettano di capire


Marzia Zimotti è un agente di polizia locale e abita a Pessano con Bornago (MI)

            

Commenti

 

Poesie dal messaggio forte, con l'impiego di un linguaggio che cerca il dialogo.  Tuttavia trovo una certa dispersione nella lettura, a fronte di espressioni intense e versi ben costruiti, ci sono improvvisi cali, a volte cesure a mio avviso non opportune.  S. Zani