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Premio Turoldo 2009 - 8° edizione Claudia Ambrosini
Ode al 16
Le braccia grandi di mia
nonna
SEQUENZA
Da subito fosti bambino,
figlio
CERCA SETTANTACINQUE
La lirica Ode al 16 mi sembra notevole. E’ concisa, asciutta, priva di fronzoli, precisa nella scelta lessicale. Lo sviluppo delle immagini determina un mini-racconto in cui la figura della nonna ne costituisce l’introduzione e la chiusa finale. Ma, grazie a un uso sapiente e mai sopra le righe delle parole, riesci ad evitare il campo minato del sentimentalismo. Il senso della misura, il controllo del costrutto sintattico danno rigore al sentimento dominante della lirica: una sana nostalgia, mai esibita, appena accennata. Nostalgia che non è rifugio in un luogo o in un tempo che fu ma desiderio di esprimersi e documentare per confrontarsi con gli altri. La bella immagine finale della nonna, che si ostina ad aprire la caffettiera, mi riporta all’ostinazione del protagonista di Natale in casa Cupiello, incapace di accettare i cambiamenti della società moderna che avanza. Mi piacciono molto i tuoi versi: complimenti! Alfredo Panetta.
Commovente e
vera la poesia dedicata alla nonna, che dipinge una donna d'altri tempi,
nelle risaie a lavorare già da ragazzina. Belle e ben scritte anche le
altre. Complimenti. Daniela Bertolini Condivido le impressioni del bravo Panetta: anche a me pare una poesia asciutta e precisa, in linea con la migliore tradizione del '900, con quella poesia lombarda (si parla di Milano e della sua pianura e credo che l'autrice sia lombarda) legata a cose semplici e solide, con lo sguardo positivo e attento alla manifestazione della bellezza nelle cose di ogni giorno. Il trittico mi sembra anche un omaggio a una generazione antica e vista quasi con uno sguardo mitico, nell'evidente intenzione di riflettere sui valori positivi e solidi dei nostri nonni, legati alla terra ma liberi dentro, non molto istruiti ma molto saggi, schivi da sentimentalismi ma solidi nella solidarietà umana. Il verso è limpido e semplice, il lessico preciso ma non ricercato. Una prova di buona poesia. - D. Invernizzi
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