Premio Turoldo 2009 - 8° edizione

           Carla Bariffi

                    


 

 

Ci sono momenti che la parola manca, nei quali è forse meglio che taccia, perché ogni verso sembra scontato di fronte al sentire.  E allora si rischia l'afasia, il blocco mentale.  Ma è anche vero che, se si assapora la luce, come verità intuita e poi subito smarrita (come dopo i sogni), bisogna fare in modo di trattenere, con i versi, o forse con lampi di appunti che ci è dato scrivere in quei momenti di straordinaria esperienza.  E allora venga la parola, spoglia di ogni fronzolo, essenziale come un segno a bulino, la parola che bisogna amare teneramente come uno strumento fragile, ma l'unico che abbiamo a disposizione.  Questa pienezza inesprimibile cerco di esprimere con questi pochi versi, ben conscia dell'ossimoro, cercando condivisione.

 

 

 

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Dalla calma tutto esce: oscurità e chiarore, volume e fiore.

Rainer Maria Rilke

  

Decantami la pelle oltre il chiarore

è così raro
il momento d'abbandono
quello che ti senti pieno
d'euforia
e ti metti a contare le stelle,
così luminose e distanti
nel discreto mormorio delle foglie
secche.
L'inverno rivela.

 

 

* * *

 

S’inarca il pensiero

con cura,

levigando superfici

- le venature esplose –

Sul dorso delle mani

l’ossatura.

Un canto di balena saprebbe

decifrarne l’odore.
 
 

* * *
 
Nell'occhio disperso sull'acqua
la calma del lago è nel volo
d'airone che s'alza
- lo spettro di luce, la baia
dei corpi corona -

 

Assumere l'oro del vino
tradurlo in sciabordìo
- sciolto il pensiero
naviga un tempo sospeso -

 


 

            

Commenti  Contatta Erga Omnes

 

Serenità trovata o cercata?  Questi versi la invocano, la chiamano ma con cognizione di causa, che traspare dai significati.  Si rimanda il lettore alle trasparenze e ai riflessi del lago, a quella musicalità fatta di bagliori come in certe musiche di Débussy, a quella seriosità intima e in pace col creato che permette di apprezzare le piccole cose, il frammento di vita e di natura e trovare che tutto è buono a questo mondo.  Ma è anche una poesia difficile - difficile tenere questo tono così sospeso, lieve e nello stesso tempo pensoso, senza dare l'impressione di fragilità: qui va apprezzato lo sforzo della poeta.  Poesia di una squisita delicatezza femminile.  D. Invernizzi