Premio Turoldo 2009 - 8° edizione

           Pietro Caddeo

                    


 

 

 

 

 

PALLONCINO
 

Un guizzo dorato attraversa la piazza, i bambini e le giostre
gli occhi del venditore attraversano anche me.
 
In mano tiene un mosaico di palloncini
incastonati nell'aria da fili che non fluttuano
ma vivono.
 
Vorrei quello verde
forse sono troppo grande,
le mamme stanno già ridendo
 
allora faccio un sospiro
e mi ritiro dal parco.
 
Al semaforo i rumori della strada
si confondono con quelli della testa
 
gli sguardi vacui,
i capi chini
 
tutti tornano a guardarsi i piedi
lasciando il cielo in lacrime.
 
Attraverso le strisce
e passo oltre,
come gli occhi del venditore.
 
E' verde.

 

  

 

LA STATUA

 

Per opera di mani invisibili

ogni curva viene modellata

 

da dita così lunghe

che levigano la luna coi polpastrelli.

 

Si cerca una posa per ridare forma

alla forma delle parti

 

che il corpo ha ceduto al bronzo

in cambio dell'eternità.

 

Un guscio di creta scoglie quei nodi

a cui il tempo aveva legato il movimento

 

come una ruota un po' arrugginita

la sagoma inizia a sgranchirsi.

 

Scagliando il piedistallo più lontano da sé,

torna a camminare

 

con i piedi per terra.

 

 

 

ECO

 

Ripongo le voci

In deserti di carta,

 

sopra le dune rimbalzano

si rompono e tornano

 

soffiate dal vento

si ricompongono pulite.

 

La sabbia ascolta muta

le parole dilatarsi.

 


 

            

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