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Premio Turoldo 2009 - 8° edizione Annamaria Cardillo
COSI’, I MIEI GIORNI…
Giorni, abbracciati sui muri come i riccioli odorosi del cappero, assetati al sole caldo del sud profumato d’arancio,
vanno… lenti come le ore d’un dopopranzo d’agosto, sdraiati come i sogni noiosi dei vecchi, uno e poi l’altro in fila, ormai vuote le mani di ogni dono e colore.
Senza rumore passano, accarezzando ricordi a grappoli nascosti tra le crepe ed alle pietre antiche stanchi s’aggrappano per non voler morire.
Così vanno i miei giorni lasciando d’avanzi un sapore dolciastro a vestire la sera a tratti graffiando, illuse e bugiarde, inutili stelle al domani.
I FIORI DEL CACTUS
Ricordi, figlio mio, di cactus i vasi che mi portavi a casa come dono perché alla mia finestra io li mettessi sopra il davanzale?
“Mamma” – dicevi – “guarda che strani sono… di spine ne hanno tante: non vogliono carezze, ma aspetta e, imprevedibili, un giorno avranno fiori, vivi però soltanto il tempo di un mattino”
Ricordo figlio mio le tue parole, di quei tuoi anni le spine dolorose e le carezze mie, tenute in serbo aspettando quei fiori, ancora ho fra le dita…
Io non sapevo allora che di te mi parlavi, del “tuo” breve mattino…
LO STAGNO
Respiro di questa domenica una obliqua noia pesante che chiude le porte anche ai sogni. Ho polvere sopra le mani e rigiro i pensieri fra dita e le dita, sperando nel cielo ogni tanto amiche avvisaglie di sera. E continuo a guardare lo stagno che immoto ho costretto fra i lacci del cuore, illusa che muovano onde quell’acqua che invece rimane immobile e scura. Anche l’ore ormai sembrano eterni ritagli di un tempo vissuto che snoda se stesso immutato e infinito fra colpe malate che del male hanno perso perfino il sapore.
E mentr’io, nell’inutile attesa di un’onda, continuo a guardare lo stagno che ho dentro… Tu, sull’altare come fanno di notte le madri dietro i vetri resi opachi dall’ansia solo aspetti ch’io torni
Ancora una volta la grande sensibilità dell'autrice
dimostra che ogni pensiero ed emozione che la ispirano si traducono in
armoniosi versi , specchio e conferma di una ricca vita interiore e di
profondi sentimenti d'amore. Laura Marchiò
Belle come sempre le poesie di Anna Maria Cardillo.
Un brava, in particolare a mio avviso, va alla poesia intitolata i
Fiori del cactus. Subito, appena lette le prime righe il mio
pensiero è andato a mio figlio ed un brivido ha percorso la mia
schiena. Che belle emozioni sai darmi. Assunta
Palmerio
La poesia è dentro ciascuno di noi, ma solo in pochi sanno
tradurla in parole che toccano il cuore di chi le legge. Annamaria
riesce laddove tutti noi risultiamo inadeguati. Stefania
Giuffrida I giorni vanno … lenti … in fila … ma non ingannano il cuore … solo amaro nell’animo di Annamaria, che con versi leggeri e delicati ci trasmette emozioni che penetrano fino nei pori della pelle. Amorosa madre e donna di grande sensibilità ci consegna un ricordo, un amore, un’attesa, una dolorosa immagine, che la vede tenera e serena, a volte rinchiusa “tra i lacci del cuore”, ma libera di osservare se stessa, di raccontare la sua anima intrisa di malinconia. Il privato momento di nostalgia e di ricordo si fa messaggio universale … in esso ognuno coglie un frammento della propria vita. La poesia di Annamaria s’”inciela”, si inazzurra ed aleggia lieve sullo “spirito” del lettore , lo coinvolge, lo accompagna lungo i viali della memoria e della vita. Grazie Annamaria per queste tue splendide liriche. Ti voglio bene, Marisa Provenzano
La semplicità con cui Annamaria traduce i suoi pensieri, e la profonda sensibilità che traspare da ogni parola, fanno vivere in pochi versi mille emozioni. Domenica Cava
Anna Maria Cardillo racconta l' ineluttabilità del tempo,
che "snoda se stesso immutato e infinito", contrapponendo ad esso l'
immobilità dello stagno, l' anelante quanto vana attesa di un' onda
liberatoria. Alla poetessa il merito di aver disegnato un' imperitura
staticità attraverso una fluente e scorrevole versificazione. Massimo
Frattolillo Come sempre Annamaria Cardillo, con le sue poesie, tocca la sensibilità del cuore da noi spesso dimenticata, come posta nell'ansa del fiume dove l'acqua gira e rigira e sembra che si muove, ma è in realtà un movimento statico. Annamaria riesce a liberare quell'acqua che per metafora rispecchia la sensibilità del cuore donando attimi di serenità, anche a volte raccontando in poesia taluni aspetti della vita fortemente malinconici. Grazie Anna, ti abbraccio. Italo D'Uffizi.
I giorni abbracciati ai muri sono anche i miei Annamaria, giorni che voglio ancorare o meglio cementare nel muro della resistenza del vivere sempre e comunque, anche quando come i sogni noiosi dei vecchi questi giorni mi riempiono le mani solo del ricordo del loro colore più vivido. Ma è vita piena anche questa, quella spesa nella struggente malinconia per un tempo che scivola via inesorabile tra le mani, e quella che mi consente pur non avendo il potere di rinnovare la magia del vivere, di costruire il mio incanto consapevole nelle stelle del mio domani. E tu sai bene come dirmi le cose affinché meglio le possa comprendere. Stefania
La prima poesia mi ha portato subito alle mie estati a ischia ,ragazzino ,grande caldo ,odori , i muretti ,gli amici e tanti ricordi felici La seconda e la terza sono più femminili legate al rapporto madre-figli e certo scatenano ondate di ricordi e forse rimpianti per non poter più parlare con la nostra madre . Arturo Perna
Cara, carissima Anna Maria …, si è fatto quasi mattino, ed ho finito di leggere TUTTE le tue poesie. Mi sento stravolto… Tu riesci a trasportare il lettore in una dimensione popolata da voci possenti, introspettive, lucide, che non tacciono… E mai lo faranno, finché tu non lo vorrai… Perché la tua poesia è carnalità, poesia fatta con il pensiero esistenziale, quotidiano, senza scendere a patti con istanze poetico-filosofiche. E’ poesia i cui chiaroscuri si proiettano alla luce del giorno, senza limiti interpretativi, con parole che raggiungono la loro destinazione allo specchio dell’Io altro, per il quale trascrive, evoca sentimenti reconditi e. attraverso questi, ne esalta le verità “vere” e negate della vita, quelle che si chiamano amore, destino, morte, desiderio, illusione, panico, umiliazioni, solitudine, oblio. Tu lasci “viaggiare” i tuoi versi come un viaggiatore al di fuori del tempo, per far si che il lettore veda e senta, e perché non dimentichi, in definitiva, che siamo mortali. Dai grandi dell’Umanesimo in poi, la poesia è sempre stata la via della Conoscenza. Io dico che la Tua, ne fa parte a pieno titolo. Ti amo immensamente, Anna Maria. (Giuseppe Di Cerbo, Direttore "Le Province")
C'è chi spende una vita a cercare parole e quando riesce
trovarle ci lascia dentro tesori senza tempo. Parole che vibrano
attraverso di noi, anche dopo secoli...AnnaMaria è tutto questo e per me
anche qualcosa di più...Massimiliano Uberti Ci sono esseri speciali, che sanno tessere con le parole tele di pregiata bellezza. Quella bellezza giunge ad avvolgerti l’anima, penetrando la superficie come farebbe l’acqua in una roccia. E ti scivola dentro, fino a raggiungere ogni angolo remoto in cui il nostro vissuto riposa silente, e allora, i giorni passati, a “tratti graffiando”, diventano sensazioni dal “sapore dolciastro”. Annamaria Cardillo è un essere speciale! Vanessa Vincenzi
E' molto difficile esprimere l'emozione che ho provato
leggendo "I fiori del cactus": ho pensato alle mie figlie e alle
tante piccole spine che ogni giorno affrontiamo insieme. Sicuramente
le parole di Annamaria mi hanno trasmesso sensazioni forti e vere, e
la speranza che un giorno quei fiori, seppur effimeri, spunteranno.
- silvia
AnnaMaria tra
ricordo e attesa ci dona un presente pieno d'Amore e di
dolci carezze di Donna. Simona
Sbardella scendono nell'intimo, sembra di riviverle con naturalezza e musicalità, specialmente i Fiori del cactus è evocativa - Maria Grazia Frassi
Come sempre Annamaria Cardillo con la sua poesia tocca la sensibilità del cuore da noi spesso dimenticata, come posta nell’ansa del fiume dove l’acqua gira e rigira che sembra che si muova, ma è in realtà un movimento statico, Annamaria riesce a liberare quell’acqua che per metafora rispecchia la sensibilità del cuore, donando attimi di serenità anche a volte raccontando in poesia taluni aspetti della vita fortemente malinconici - Italo d'Uffizi |