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Premio Turoldo 2009 - 8° edizione Mario De Rosa
LA MADDALENA
S’apriva un sole di giustizia in qualche plaga d’universo se morte e tenebre arretravano, cieche, per troppa luce catturata. Un cuore umano sì indurito all’illecebra di speranza, da dubitare ancora del ritorno impetuoso della vita.
Poi ti chiamò:Maria! e del pianto ti si dischiusero sorgenti,e quasi soffio ne affiorò un sussurro:Rabbunì! Dilaga l’amore manifesto, saldo, ancorato a una roccia nuova,i cuori invade un refolo di gioia.
TRA LE TUE MANI
Nei mondi perduti tra le nebbie,urli il mio nome ma non vibra suono, nell’incubo che inganna la tua mente,emblemi sono totem di sciamani. Lo chiamano disturbo pervasivo, quel tuo inconsulto desiderio d’amore,all’incontrario un mondo parallelo, ti spara le sue spine dritte al cuore.
Dardeggia il tuo sguardo in cerca d’angeli, non percepiti da altra dimensione ma bello e triste il tuo viso s’inabissa, per riaffiorare se non è più solo. La tua età cresce,con essa le barriere, le tue lanugini divinano il mio ieri, mentre una zingara dalla bugiarda sfera m’enumera gli incanti del destino. Poi, sfrenati come giochi di cuccioli, con le lotte versiamo un po’ i pensieri, il domani chissà,come la sabbia, scivolerà tra le tue mani ignare.
SGUARDO DI BRUNA
Sul mio sasso il tuo sguardo, come l’acqua non ancora manifesta delle accennate vene sotterranee, s’arricchisce di nuovi umori per incontrar la luce preciso al punto dove un raggio di sole giovane, nel varco della macchia si proietta. Così dorata linfa, la tua bruna sorgente s’inargenta nell’anima regalandomi amore divino flusso di vita.
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