Premio Turoldo 2009 - 8° edizione

           Fortuna Della Porta

                    


 

 

 

 

 

La strada delle sette leghe

 

Per quanto tu possa andare, viaggiatore delle sette lune,

delle sette tuniche delle sette fiasche di lacrime,

se pure il sentiero  della vita scorra liscio

disteso come una freccia nell’arco

neanche allora, canuto e il piede carico di anni,

percorrendo l’intero tratto con mansuetudine d’agnello,

la maestosa veemenza del mare,

neanche allora giungerai ai confini  della terra.

In quel punto anche una pietra ti racconterà

di venire dal nulla e di dirigersi verso le cose che non sono.

 

 

 

Naufragio del tempo

i giorni

che stramazzano in ricordo.

La mano,

un pugno

di carezze negate

è lo scrigno senza chiave

del rimpianto.

Eclissata  tra i pampini

di quella che fu uva

la passione che bevve

la brutale grazia del cielo

e i passi

a due a due intrecciati.

 

 

 

A rovescio ti canto, fuoco.

Non fuoco di pane e di chiaro.

Non l’incipit, ma la cenere.

Le sfide che ripiegano e la fame insoddisfatta,

rovesci di belligeranze e soprusi:

questo è il bilico del mondo.

Non il grembo materno

o le vene rosacee che osano sfidare

ma i declivi inesorabili,

le rughe del pensiero

iscritte da malattie feroci.

La tua cera violacea, fuoco,

nel lembo plumbeo del sangue

che conclude troppo in fretta  la strada

e poi il marchio a fuoco

che il tempo d’oggi appone sul diverso

in esclusione.

Aria ghiacciata, fuoco, anche per me reclini.

 

Tre passi di un componimento più vasto dal titolo Poemetto di colore scuro, inedito.

 

 


 

            

Commenti  Contatta Erga Omnes

 

Un profondo senso di perdita e di scacco permea l'aria di questi tre passi, uno scuro che è un non-colore dei colori, una tonalità di ciò che il buio tende a fagocitare. Sarebbe ancora più interessante poter leggere l'opera per intero, non solo analizzarne queste tre variazioni. Tuttavia, oltre alla pregevole fattura dell'insieme, sono rimasto impressionato dalla forza degli ultimi 4 versi della seconda poesia: "la passione che bevve / la brutale grazie del cielo / e i passi / a due a due intrecciati." Davvero meravigliosi. Giorgio Trevisan