Premio Turoldo 2009 - 8° edizione

           Narda Fattori

                    


 

 

 

 

CONFESSIONE

  

Qui al vostro cospetto mi dichiaro

colpevole di aver calpestato l’erba

dello strappo  della corteccia

 e dello sguardo attraverso le fenditure

 

sono impasto della stessa vostra carne

i desideri impuri solo spenti per strada

i sigilli rotti dell’otre dei venti

oltre ogni spasimo mi chiamo presente

la lunetta chiara dell’unghia non ha

significato alcuno e non porta consolazione

                                           all’imperfezione

 

ma non perfetta non insospettabile

sono nei giorni ora disfonia ora  canto

germoglio e foglia brunita

ragno e ragnatela ma

                  soprattutto dissennata in labili

certezze e alcune intemperanze

ma ditemi che procedo per sensi e per senso

sperimentati dal nel sul pendio dopo

il mezzogiorno dei mali e vi preparerò un tè

o un caffè o anche un’aspirina

contro quelli transitori

per gli altri non sono attrezzata

confido e sconfino equilibrista sul filo

dall’equilibrio precario giocoliera ancora

di inascoltate profezie non dissimile al canto

dell’allodola fiondata sugli specchi.

 

 

 

DISSOLVENZE

 

In dissolvenza grafemi senza senso

prossima la fine non il lieto fine

la morte del corpo è marginale

ne sono piene le corsie d’ospedale

la mente che si atrofizza la presa mancata

sul presente che avanza e divora

 

insondabile sotto mari profondissimi

e sopra cieli abissali dorme la verità

o il nulla che ci ha tarlato il pensiero

 

saremo pietre laviche ossidiana nel cuore

a spartire tutto il male i calcinacci

gli scheletri bianchi sull’oro della sabbia

sugli arabeschi delle tappezzerie

nelle belle case della classe media

 

al mio paese nella corte del castello

hanno signoreggiato i conti

ed era felice la corte dei poverelli

per le briciole cadute dalla tavola

per  le ossa da rosicchiare rubate ai cani

 

ed è così ancora ma si fa merce

ogni grido ogni riso ogni pugnalata

 

non torneranno a dirmi la pacificazione

che a lama di coltelli s’ è aperta nel fianco.

 

 

 

IDENTITA’

 

Nulla di me è trasparente

sono nodo sul tronco dove l’accetta

senza pietà ha reciso il ramo

vado in torrenti di pianura

che l’erba nasconde e priva di visione

 

trattengo lontananze nebbiose

paludosi canneti che celano

il nido dell’avocetta e la tana della rana

non mi vedete ferite e miasmi

non sono trasparente sono ombra

al margine dei giorni

  

non chiamatemi per nome sono vaga

anonima seduta sulle mie impigrite spoglie

 

non ho corazza né paura né nascondiglio

le mani risvegliate al ritmo del battere

s’adeguano al canto in contrappunto

mi resta solo la voce goffa di note

                                      forziere di parole

che vi porgo perché mi vediate trasparente

nuda oltre lo scheletro e la crescita

delle cartilagini che fanno duro il moto.

 


 

            

Commenti  Contatta Erga Omnes

 

«Nulla di me è trasparente / sono nodo sul tronco dove l’accetta / senza pietà ha reciso il ramo»
I versi di Narda sanno raggiungere vertici di assoluta e autentica poesia: c’è una sapienza della vita che si comunica immediatamente, icasticamente, essenzialmente - Alessandro Ramberti

 

Dei tre testi di Narda Fattori, le mie preferenze vanno a: IDENTITA’, nel quale, mi pare, meglio si condensino i caratteri della liricità, della originalità, della creatività. Valida nella sua interezza, oltre ai versi citati da Alessandro Ramberti, desidero sottolineare: <<mi resta solo la voce goffa di note / che vi porgo perché mi vediate / nuda oltre lo scheletro.>> Un cordiale saluto - Marco Scalabrino.

 

La poesia di Narda Fattori ha la capacità di incidere a guisa di bisturi, tanto profondamente che non ti accorgi del sangue, ma ti rendi conto di quanto difficile sia andare a ricomporre i lembi della ferita.  Arriva diretta, forte, totalizzante, POESIA.  - Flora Restivo

 

Trovo anch'io, come Flora Restivo, una poesia certa, consapevole, forte.  Narda Fattori ha una forte capacità di mettere a nudo situazioni e stati d'animo, una capacità di analisi e di resa per immagini ben costruite della sua visione del mondo.  Anche il verso e la musicalità sono di buona fattura, segno di una poeta che si è costruita nel tempo con solidità e impegno e cultura.  Se la sua poesia fosse più asciutta e più secca, mi piacerebbe di più.  D. Invernizzi

 

Se R. Char definisce  il poeta è “ un re in ginocchio “ ,Narda è una regina che conferma la propria sovranità nella capacità di esprimere com-passione e com-prensione. La sua , una  voce  non dissimile al canto dell’allodola fiondata sugli specchi, accoglie “il guasto” di un’umanità interdetta. Lei impasto della stessa nostra carne ci mostra ferite inferte e patite,e giocoliera ancora di inascoltate profezie supera il confine dell’ incompiutezza umana con una parola poetica, densa di  ricercatezza e preziosità.  Loretta Buda

 

Mi piacciono queste poesie di Narda Fattori, mi piacciono e mi  commuovono, mi accompagnano verso immagini diverse con la limpidezza e  la corposità del reale.
I passi della vita che esplodono in questi versi portano alla  condivisione/partecipazione della sua opera. Narda Fattori scrive in modo tale che non sarebbe possibile ridire in altro modo ciò che dice e questa non è pratica, è frutto di un lavoro/dono eccezionale; è un lessico in bilico tra la solitudine e il desiderio di abbracciare il mondo: "spalanco l'uscio ma l'ospite diserta/ la mala mensa accattona. Sorseggio quel sapore di libertà totale che mi lascia incantata dinanzi agli unici immensi segreti che sono la vita e la morte: "Smarrisco il senso del multiplo/nella chiosa degli eventi in pena" -- La morte no è sempre uguale".  - 
Carla De Angelis