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Premio Turoldo 2009 - 8° edizione Antonio Fiori
Le parole pronunciate nel settanta le puoi sentire nuovamente nella stanza diventata cucina. Risenti scorrere la musica di allora il vento muovere la tenda come prima.
Ma la gola all’improvviso brucia rivedendo tutta la famiglia in quella luce ormai irripetibile dove ognuno, eterno, s’assomiglia.
Troppo grande adesso la visione - torni indietro cercando la maniglia. (inedita)
A Fabrizio Pittalis
Ci siamo conosciuti dentro un verso sfiorandoci per caso andando a capo - dicevi che la sillaba è un pretesto che al poeta nulla gli è vietato.
Ed io ingenuo che insistevo con grandi discorsi sempre intorno al senso dell’arte che volevo.
Invece quel che resta sono i versi - i testi consegnati alla memoria - senza davvero esserci mai visti.
Sassari - Porto Torres, 18 dicembre 2009
(poesia presente in rete su ainsi.wordpress.com)
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Credere che il filo possa recidersi per i progressi scientifici - canti di sirena in questo tempo infelice.
Ma non sarà reciso nessun filo che sia stato annodato, un giorno fuori del tempo, con tenerezza fosse pure al condannato al patibolo intorno alla testa - e s’udisse il suo grido.
(inedita)
Quanta nostalgia e quanta verità nella prima poesia, che mi riporta bambina in quella casa che non è più abitata dal nucleo a me più caro, e che resterà incisa nelle carni per sempre …quella musica, quel calore …i primi palpiti, i primi impegni consapevoli. Sì, – torno indietro cercando la maniglia.– al poeta nulla gli è vietato. Un verso che affonda nella ricchezza della sensibilità di un autore (ho particolarmente apprezzato questo simbolismo), e nel riferire del suo confronto con Fabrizio Pittalis è come se Antonio Fiori prendesse per mano –i testi consegnati alla memoria, quasi un dono, di cui si fa intermediario. Nella terza, incisiva quanto mai, un canto la forza delle radici a fronte di ogni progresso scientifico. Meravigliosi versi, per fluidità, per verità fuori del tempo, che si rivelano incredibilmente attuali nel loro intrinseco significato. Grazie! Una lettura di commozione. Un caro abbraccio . Rina Accardo
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