Premio Turoldo 2011 - IX edizione

 

 

 

                                Sergio Pasquandrea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANATOMIA COMPARATA

  

La mucca appesa in parti

simmetriche nel Riss di un refrigeratore

non sa di essere un Rembrandt. Piuttosto

una carena

sezionata netta come

nelle figure d’enciclopedia

senza sospetto di viscere o di sangue. L’animale

franato nel rosso, il terrore senza

domande, gli spasmi e il lento gelo.

                                                               Nulla

per questa carne misurata in quarti

e filetti, destinata a prezzature più

o meno pregiate.

                                Ai bordi dell’E45

nei giorni più intensi dell’esodo estivo

erano stesi gli intestini bianchi

di un randagio travolto.

 

 

 

            QUESTIONI DI KARMA

 

L'effimera (Ephemera danica) è difficile scambiarla

per zanzara: diverso il volo, la postura

di riposo (con il corpo inarcato, il culo dritto), diversa

la struttura leggera delle ali e dell'esoscheletro. Eppure

quella di ieri, sgusciata nella notte

per chissà quale fessura, esiliata

dalle compagne in attesa sul muro perimetrale,

interposta tra i miei occhi e lo schermo,

quella l'ho schiacciata per istinto

(istinto di autodifesa, mi dico

per tacitarmi). È caduta a spirale

accartocciandosi sul piano di vetro

 

ma soprattutto

 

le ho negato le nozze

quest'anno prorogate (causa

global warming presumo)

fino ai primi freddi. Era lo zenit

dei suoi anni da larva palombara

e delle sue scarse ore di sole e cielo

questo vortice di feromoni che ora mi intasa

il piazzale d'ingresso

e già comincia a incrostarmi il parabrezza

di ali schiantate apparati buccali

atrofici

splendida eterna inutile perfezione della vita.

 

 

 

            CONAD

 

Il cellophane preserva il galletto

livornese (non faraona

come avevo pensato in un primo momento:

questo qui è più magro

poca carne asciutta buona per un sughetto o per un brodo)

lo preserva dicevo in quello stato intermedio

tra la morte e la putrefazione

che si conviene all'alimentazione del sapiens civilizzato.

Del resto a parte le penne è ancora integro

composto simmetricamente sul dorso

le due zampe di un bel giallo cromo

il collo ripiegato su se stesso e la cresta rosso fuoco.

Dietro il banco frigorifero l'addetto al reparto carni

allegro come al solito

canta a squarciagola qualcosa di Renato Zero

accompagnandosi con precisi colpi di mannaia.

 

 

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L'impatto dell'"homo sapiens civilizzato" sulla natura, gli animali (e su se stesso) reso con efficacia ed ironia. Il perdersi nei dettagli che prepara alla lapidaria chiusura finale è forse la metafora stilistica della poesia stessa, capace di cogliere il drammatico senso - nonsenso della "splendida eterna inutile perfezione della vita" fin nei meandri della materia più anatomizzata

Andrea Zucchini