Rita Rosa D'Acquarica

                          

    

       

 

 

 

SETTE

 

Sulle sponde

del silenzio

sette

salici si specchiano si sdoppiano

 

Sette sorelle, seme del tuo seme,

meste e discinte sospirano il tuo nome.

L’estate scorre sorda scorre il sole

Riflesso d’albe e sere

 

Sulle sponde

Si sporgono per scorgere il tuo corpo scomparso

del silenzio

 ed è un sussurro: Fear Death by Silence

sette

sacramenti savi peccati doni opere stelle

salici si specchiano e si sdoppiano

settanta volte sette

 

 

 

***

 

Attraversarti

tagliare in diagonale i tuoi percorsi

passarti a guado il cuore nottetempo

e impregnarmi le vesti dei trascorsi

disciolti nel tuo sangue di ritorno

 

o vivere per sempre sulla riva,

china, setaccio in mano,

a far tesoro lento e disumano d’ogni granello

d’oro strappato alla corrente

indifferenza

 

tentata di rispondere ai rintocchi salire al ponte immettermi

nel flusso dei defunti delle nove

che arrivano disfatti all’altra sponda

 

ma conservarti uncino nella carne, perla sofferta

chiusa tra le valve, negata offerta alle mie dee parole

è la sorte peggiore.

 

 

 

***

 

SAMAR

 

Nell’ombra della luna, seguaci di Samar,

andiamo per le righe esili di sentieri

da tempo immemorabile battuti

nascosti ad arte nel fitto fogliame delle lingue,

 

scalzi - così è la regola - sul rovere cerato,

con le più belle vesti, lavati dalla polvere del giorno.

 

Se in tutta Ninive fiorisse questo culto

non ci sarebbero ronde sulla mura

né sbarre alle finestre o porte chiuse

né rabbia di profeti trascinati a predicare

cenere sul capo

  

 


Rosa Rita D'Acquarica è traduttrice letteraria dall'inglese e dallo spagnolo.  Vive a Firenze


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