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SETTE
Sulle sponde del silenzio sette salici si specchiano si sdoppiano
Sette sorelle, seme del tuo seme, meste e discinte sospirano il tuo nome. L’estate scorre sorda scorre il sole Riflesso d’albe e sere
Sulle sponde Si sporgono per scorgere il tuo corpo scomparsodel silenzio ed è un sussurro: Fear Death by Silence sette sacramenti savi peccati doni opere stelle salici si specchiano e si sdoppiano settanta volte sette
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Attraversarti tagliare in diagonale i tuoi percorsi passarti a guado il cuore nottetempo e impregnarmi le vesti dei trascorsi disciolti nel tuo sangue di ritorno
o vivere per sempre sulla riva, china, setaccio in mano, a far tesoro lento e disumano d’ogni granello d’oro strappato alla corrente indifferenza
tentata di rispondere ai rintocchi salire al ponte immettermi nel flusso dei defunti delle nove che arrivano disfatti all’altra sponda
ma conservarti uncino nella carne, perla sofferta chiusa tra le valve, negata offerta alle mie dee parole è la sorte peggiore.
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SAMAR
Nell’ombra della luna, seguaci di Samar, andiamo per le righe esili di sentieri da tempo immemorabile battuti nascosti ad arte nel fitto fogliame delle lingue,
scalzi - così è la regola - sul rovere cerato, con le più belle vesti, lavati dalla polvere del giorno.
Se in tutta Ninive fiorisse questo culto non ci sarebbero ronde sulla mura né sbarre alle finestre o porte chiuse né rabbia di profeti trascinati a predicare cenere sul capo
Rosa Rita D'Acquarica è traduttrice letteraria dall'inglese e dallo spagnolo. Vive a Firenze
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